... misteriosa creatura che si può incontrare nei boschi tarvisiani ...
lunedì 3 marzo 2014
Bufera
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venerdì 28 febbraio 2014
Specchio
A volte succede che di trovarsi di fronte ad uno specchio e non riconoscersi nell'immagine che ci rimanda indietro ... che sia in meglio oppure in peggio ...
Oppure, credo, il non riconoscersi può rafforzare una certa percezione di sé ...
Scorso venerdì sera: pizza di classe ...
Quando fraquentavo il liceo, complice una scarsissima autostima, le pizze di classe erano quasi sempre un motivo di ansia: mi dovevo confrontare con gli altri (e soprattutto le altre, essendo stata una classe prevalentemente femminile) su un terreno sconosciuto, al di fuori dei rassicuranti schemi scolastici quotidiani.
Poi, nei primi anni dopo la maturità, ho cercato di schivare questo genere di incontri: una volta slegata dalla necessità, ho voluto archiviare per un po' questo genere di frequentazioni forzate.
Ma una volta allontanati i ricordi, placati i sentimenti - piccole e grandi antipatie - con il cambiare dell'età, dell'ambiente e dell'esperienza (mah?!), ha finito per prevalere una specie di curiosità, forse non tanto verso gli ex compagni di classe, quanto verso me stessa nel mettermi a confronto con il passato.
Alla fine se ci penso, sono quasi passati vent'anni (20 anni!) dalla maturità, ma all'apparenza noi "ragazze", a parte qualche cambio di capigliatura, siamo rimaste quasi identiche ad allora (i ragazzi, loro sì, sono cambiati completamente: sono diventati uomini ... ma questa forse è solo una questione di ormoni).
Però, se di aspetto non siamo molto diverse, ritrovarmi nei panni della me stessa liceale mi è sembrato incredibilmente straniante: i rapporti tra le compagne, i professori e quelli nei miei
confronti sono rimasti gli stessi di quando eravamo a scuola - e forse è normale ripetere gli stessi schemi a distanza di tempo frequentandosi solo saltuariamente - ma nel frattempo siamo cambiati ... o per lo meno, dato che all'apparenza tutti gli altri sembravano più o meno tranquilli in questa situazione, io SONO cambiata.
A dire il vero non mi sono sentita gran che a mio agio nemmeno nei panni che avevo tre anni fa, data della precedente pizza, ma lì è decisamente tutta un'altra storia ...
Forse mi sento più vicina a quella che ero una decina di anni fa, quando ero appena laureata e pronta a cogliere le mille possibilità che mi aspettavo di trovare, ma anche questa potrebbe essere un'altra storia ...
Alla fine sono stata al gioco, tutto sommato non mi importava molto che non mi si riconoscesse per quella che sono ora ... Anche se mi faceva un po' sorridere chi si dispiaceva che non avessi una famiglia o, per lo meno, un lavoro in ambito artistico: in questo momento mi sento talmente lontana da quel mondo che la cosa non mi tocca minimamente ... anzi mi sono quasi stupita di riguardarmi all'indietro e vedermi tanto distante da quella me stessa di tanti anni fa ...
A dire il vero non mi sono sentita gran che a mio agio nemmeno nei panni che avevo tre anni fa, data della precedente pizza, ma lì è decisamente tutta un'altra storia ...
Forse mi sento più vicina a quella che ero una decina di anni fa, quando ero appena laureata e pronta a cogliere le mille possibilità che mi aspettavo di trovare, ma anche questa potrebbe essere un'altra storia ...
Alla fine sono stata al gioco, tutto sommato non mi importava molto che non mi si riconoscesse per quella che sono ora ... Anche se mi faceva un po' sorridere chi si dispiaceva che non avessi una famiglia o, per lo meno, un lavoro in ambito artistico: in questo momento mi sento talmente lontana da quel mondo che la cosa non mi tocca minimamente ... anzi mi sono quasi stupita di riguardarmi all'indietro e vedermi tanto distante da quella me stessa di tanti anni fa ...
Chissà se in futuro parteciperò ancora a questi incontri/confronti ... e chissà quale sarà il loro eventuale effetto ...
mercoledì 26 febbraio 2014
Auguri ...
Proprio lei ...
lunedì 24 febbraio 2014
Rifugio ...
... semidistrutto da una valanga esattamente sei mesi dopo: Rifugio Agostini, alba del 24 agosto 2013.
mercoledì 19 febbraio 2014
Memories
Certe volte tornano a far male vecchie cicatrici ...
Ci si fa prendere dalle mille corse quotidiane e si scordano le ferite in una piega della memoria, ma poi ... un minimo particolare, una sensazione ... e ci si ritrova balzati all'indietro, a rivivere in un fotogramma sgranato ... bloccati, con il cuore e la gola stretti, che non si riesce a mandar giù il ricordo ...
E allora mi capita di pensare che no, non vorrei tornare indietro ... purtroppo o per fortuna non si può ... quello che dispiace è solo di non aver vissuto di più il momento, di non averlo tirato fino all'ultimo, consumato fino a farlo diventare solo una leggera scia di nuvola nel cielo ...
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lunedì 17 febbraio 2014
La valle incantata
Finalmente si ritorna in montagna ... finalmente ossigeno!
Il sole è tornato - per poco - a giocare con le nuvole veloci, disegnando nuove luci sulle creste già di forme e colori fantastici.
D'altra parte qui qualsiasi elemento naturale sembra avere una propria vita segreta, appena percettibile dagli esseri umani.
E poi incamminarsi di nuovo, in un'alba che non vuol divenir giorno, mentre le montagne continuano a nascondersi e confondersi tra le nubi, e sembra ancora di sognare.
Solo noi e gli alberi silenziosi immersi nella lunga valle innevata, senza alcuna altra traccia se non quella degli animali selvatici, unici veri padroni di questi luoghi da saga.
E' l'incanto del Regno di Fanes ...
sabato 15 febbraio 2014
"Bacio"
Perché parlare? Tutto l'amore si dice in un bacio.
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martedì 11 febbraio 2014
Alternative
Alla foce il fiume - bruno limaccioso - scorre veloce, ancora carico delle piogge dei giorni scorsi ...
Ha ancora tutta la sua spinta prima di incontrare il mare, giù in fondo all'orizzonte ...
Ma in barena le acque sono placide e invitano alla riflessione ...
mercoledì 5 febbraio 2014
Ogni tanto
Ogni tanto capita.
Sembra strano, ormai, ma a volte può succedere ...
Questo fine settimana siamo rimasti a casa, con il naso incollato alla
finestra, aspettando di vedere uno spiraglio in mezzo al grigio e sperando che ci siano presto le condizioni favorevoli per poter tornare
in montagna.
E, a ritrovarsi così, tra quattro mura, che quasi non si sa come riempire il tempo a disposizione, ci si sente decisamente spaesati ...
E, a ritrovarsi così, tra quattro mura, che quasi non si sa come riempire il tempo a disposizione, ci si sente decisamente spaesati ...
Allora si cerca di porre rimedio alla forzata inattività: carte e guide alla mano, si viaggia con la fantasia, pensando a tutte le prossime escursioni da fare, oppure si ripensa ai sentieri già fatti e i dislivelli accumulati e si guardano le vecchie foto - frammenti di ricordi da rimettere in fila nella memoria ...
Ogni tanto ci vogliono giornate anche così, in cui il tempo scorre un granello alla volta e si allunga come un gatto sonnacchioso ...
Sono occasioni in cui pensieri si depositano e le emozioni decantano, così si ha modo di
ridefinire i propri confini, pensare ai prossimi passi, rafforzare le
proprie convinzioni o smussare qualche spigolo ...
Intanto, per la prima volta, mi sono resa conto di quanto sia durato l'anno appena passato, che sembrava voltato via in un soffio e invece è stato pieno pieno di amici, di rocce, di fiori, di sole, di vento e di neve ...
E poi, a sorpresa, capita di ripensare ai miei spazi ...
Da un anno a questa parte, la riconquistata libertà mi mette la voglia di correre lontano senza badare troppo a quello che mi circonda ... di soddisfare anzitutto i miei desideri senza voler considerare che chi ho vicino può non condividerli ...
Ma basta un abbraccio, semplice e dolcissimo, per sentire la Strega che è in me confondersi ... basta un attimo per cominciare a pensare ... e se tutto questo cambiasse ...?
Ma basta un abbraccio, semplice e dolcissimo, per sentire la Strega che è in me confondersi ... basta un attimo per cominciare a pensare ... e se tutto questo cambiasse ...?
martedì 28 gennaio 2014
Neve*
Si sta poco a dire "neve", ma ... mica è sempre la stessa cosa!
Asciutta che il vento la trasporta in finissimi aghi che
creano fantastiche dune zuccherose ...
Soffice che a camminarci in salita si fa
fatica a guadagnar quota e poi invece in discesa si va che è una favola
...
Dura che solo i con ramponi si riesce ad intaccare ...
Umida al punto giusto per fare a palle di neve ... bagnata e pesante da pestare ... oppure 'marcia' d'acqua ...
Scoprire
la neve, poterla conoscere da vicino - senza l'uso esclusivo degli sci - per me è stato
come scoprire l'acqua fredda, ovvero l'inverno, e soprattutto la sua infinita bellezza: mai avrei
immaginato nei grigi-umidi inverni di città che da un'altra parte potesse esistere un universo immacolato e risplendente di sole.
E poi scoprire le innumerevoli declinazioni della Neve*, imparare a conoscerla provandola sulla propria pelle ... calpestandola ... annusandola ...
Cominciare a distinguere le sue varianti: sondare, spalare, spazzolare, tastare, misurare, guardare i cristalli con la lente, osservare le diverse granulometrie, studiarne le trasformazioni.
Ma soprattutto capire che non sempre è il caso di fidarsi del suo fascino languido.
Perché
può essere un piccolo animaletto dispettoso che si intrufola di nascosto nella
punta di un guanto, pronto a morderdi appena ci infili il dito ... ma
può essere anche un enorme mostro dormiente, pronto ad ingoiarti con i suoi denti ghiacciati alla prima sollecitazione ...
Il Pelmo dal Col Duro
* Nonostante si creda che gli Inuit abbiano migliaia di parolediverse per definire la neve, in realtà sono solo due le parole-radice qanik "snow in the air (or snowflake)" e aput "snow on the ground".
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lunedì 20 gennaio 2014
martedì 14 gennaio 2014
lunedì 13 gennaio 2014
mercoledì 8 gennaio 2014
La Vecia
La sera del 5 gennaio sono stata invitata al Panevìn dal mio ragazzo, preparato, per amici e vicini, da lui e suo padre seguendo la tradizione: con i tre pali di frassino a ricordare i Re Magi, per dare sostegno a tutta la struttura, e senza la Vecia da bruciare in cima ...
Per l'occasione ho deciso che avrei portato la Pinza, così ho trascorso gran parte del pomeriggio del giorno prima a pasticciare in cucina per prepararla: era la prima volta, così mi sono fatta dare la ricetta della nonna Gina, custodita gelosamente in una vecchia agenda dalla copertina blu, dove mio padre, già da parecchi anni, l'ha trascritta insieme a tutte le altre.
Prima di cominciare, conoscendomi, mi ero anche ripromessa che mi sarei impegnata a seguirla con precisione, ma la nonna - che in realtà si chiamava Elisabetta e a cucinare era davvero molto brava - certe ricette se le faceva passare direttamente da panifici e pasticcerie, e le dosi andavano di conseguenza ... così, dovendo ridurre le quantità, alla fine non ho resistito a non metterci anche del mio ...
D'altra parte credo che le ricette che si tramandano in famiglia siano fatte apposta per adattarsi ad ogni passaggio di mano.
La sera del Panevìn, dopo averlo bruciato ed esser rientrati in casa, la mia pinza è stata messa in tavola con tutti gli altri dolci, volutamente senza che nessuno sapesse chi l'aveva preparata e, forse anche a causa dell'aspetto - ma solo quello! - "tenace" dell'impasto, ho passato il resto della serata ad aspettare che qualcuno l'assaggiasse e dicesse qualcosa ... invece, aspetta aspetta, alla fine è rimasta quasi tutta sul piatto ... così poi sono tornata a casa con la mia scopa da Befana-Strega riportandone a casa più di metà ... insieme alle pive da cuoca nel sacco ...
Ammetto che la scarsa considerazione avuta dalla mia pinza mi ha colpita nell'orgoglio: ormai ero abituata a vedere i miei dolci sparire alla velocità della luce tra gran complimenti ...
Ancora mesta, il giorno dell'Epifania ho diviso in tre la pinza e, dopo averne messo via un pazzetto per me, sono passata a portarne una parte ai miei genitori.Con mio gran stupore, mio padre, solitamente tutt'altro che complimentoso, mi ha detto che, nonostante le mie piccole modifiche, era proprio come quella che faceva la nonna ...
Riacquistata un po' di fiducia, la sera dopo, ho portato il rimanente a un'amica a cui l'avevo promessa, nel caso in cui ne fosse avanzata: arrivata giusto sul dopo cena, la mia pinza è stata ben gradita, almeno a giudicare dalla voracità con cui è stata spazzolata da tutti i commensali ... e finalmente ho riavuto piena soddisfazione al mio lavoro.
Il giorno di Natale, invece sono andata a trovare la nonna ancora viva: Carmela, classe 1928.
Fino a tutta l'adolescenza praticamente sono cresciuta a casa sua ed ero la nipote preferita ... poi io ho preso la mia strada tortuosa per il mondo e lei si è lasciata prendere definitivamente dalla depressione.
Devo ammettere che negli ultimi anni, con l'aggravarsi delle infermità, le mie visite sono diventate sempre più sporadiche e le telefonate, una volta quotidiane o quasi, ancora più rare. L'ultima volta ero stata da lei a luglio, per il suo compleanno.
Poi inizio dicembre mia madre mi aveva detto che la nonna non si ricordava più di me: anche se sul momento non ho mostrato gran dispiacere, la notizia mi ha colpito in modo assai spiacevole.
A dirla tutta mi sono vergognata di me stessa perché mi sono resa conto di tutte le volte che non ho nemmeno fatto un minimo sforzo per trovare un minuto di tempo per farmi sentire o vedere, per farle capire che le voglio bene e le sono grata di avermi allevata.
Così, almeno a Natale, che per definizione siamo tutti più buoni, il tempo mi sono imposta di trovarlo.
La nonna mi ha riconosciuta subito, sembrerebbe senza nemmeno esserne particolarmente turbata, così abbiamo potuto recitare, in dialetto e a voce ben alta, il solito copione di ricordi: le vecchie vicine di casa, le amiche di quando ero piccola, i giochi, le favole ...
E' stata una visita veloce, la nonna si stanca velocemente e spesso l'emotività prende il sopravvento, rendendo poi il commiato particolarmente difficile.
Andando a trovarla ho sicuramente acquietato la mia coscienza, anche se poi mi sono chiesta cosa farò il resto dell'anno ... se continuerò a comportarmi allo stesso modo dopo aver fatto ogni volta atto di contrizione ... oppure se riuscirò a cambiare qualcosa di me ...
No, come già detto di buoni propositi per l'anno nuovo non ne voglio fare ... ma magari guardare le mie piccole e grandi ipocrisie, cercare di metterle in luce e provare a lavorarci un po' su ... questo mi sembra un compito che posso impegnarmi ad affrontare.
martedì 7 gennaio 2014
Buoni
Un altro anno è volato via velocemente ... come finissimi cristalli di neve soffiati dal vento ...
Anche volendo, non c'è stato nemmeno il tempo di voltarsi indietro che è già passato ... come un treno in corsa che si infila nel buio di in una galleria, sollevando uno sbuffo d'aria che fa girare la testa e turbinare foglie e foglietti ...
E' stato talmente veloce che devo ancora riuscire a tirare le somme ...
Anche se è stato un anno in cui di conti sono riuscita a saldarne qualcuno ... e ho cominciato a calcolare gli altri - tanti - che sono ancora in sospeso ...
Soprattutto con me stessa ...
Ma no, buoni propositi non ne ho fatti, che su di me hanno lo stesso effetto delle diete cominciate di lunedì ...
Voglio continuare la mia strada ... cercare di raggiungere alcuni obbiettivi, alcuni decisamente poco impegnativi, altri beh ... voglio provare a spostare l'asticella un po' più in là gradualmente, senza proclami ... e poi vedere dove arrivo ...
Buon 2014 !
lunedì 30 dicembre 2013
... in conclusione ...
E' passato esattamente un anno da quando, raccolte tutte le mie cose, nel cuore della notte - proprio come una ladra! - me ne sono scappata da quella che sarebbe dovuta essere la mia casa ... una casa condivisa per 3 anni con chi allora era al mio fianco ... anche se in realtà non è mai stata la nostra casa ...
Non era una "casa" intesa come luogo familiare, come focolare attorno al quale riunirsi, perché è stata quasi sempre solo un posto di sosta a fine giornata, dove ci si trovava per condividere qualche pasto ... ed un letto ...
E forse non è mai stata nemmeno "nostra" perché, quando tutto è cominciato, le basi per
costruire un "NOI", le fondamenta per creare un futuro assieme erano già
minate dall'interno ... era solo questione di tempo prima che crollassero del tutto ... e poi sono stati tanti gli errori - troppi ... da entrambe le parti - per riuscire ad andare avanti nel vicolo cieco in cui eravamo finiti ...
In conclusione ... dopo mesi ... anni?! ... di limbo, alla fine ho scelto di riprendermi la mia vita, di tornare a viverla e cercare di farne qualcosa che abbia un senso ... almenoperme!
Mi ero persa in un bosco buio di incertezze, fino a non sapere più chi fossi ... ma finalmente sono riuscita a ritrovarmi - ma prima ancora a farmi ritrovare - dopo tanto tempo ... a far (ri)uscire dall'ombra la Strega ...
Difficile dire se sono sulla strada giusta ... cerco di orientarmi su un
sentiero che ancora non conosco ...
... ma se non altro ora procedo con tanta voglia di godermi anche il cammino ... senza più fughe ... e magari con un briciolo di fiducia in più in me stessa ...
... ma se non altro ora procedo con tanta voglia di godermi anche il cammino ... senza più fughe ... e magari con un briciolo di fiducia in più in me stessa ...
lunedì 23 dicembre 2013
Condensa
Ore 7:00
Il buio è appena rischiarato da lampioni solitari e frenetiche decorazioni natalizie avvolte in una pesante nebbia lattiginosa.
Poco convinti, siamo scivolati, il più lentamente possibile, fuori dai nostri letti caldi e preparati ad una nuova avventura. D'altra parte con tutte le festività alle porte ogni occasione è buona per fare qualche passo per tenersi in forma.
Stamattina siamo in quattro.
Ci ripariamo dall'umidità sotto gli archi della ex scuola elementare, ombelico del nostro piccolo mondo escursionistico, mentre cerchiamo di inventarci una meta. Le prime idee assonnate che non trovano consenso: troppo distante ... troppo traffico al rientro ... troppa poca neve ...
Poi un barlume ... il Parco delle Dolomiti Bellunesi, che ultimamente ritorna spesso nei nostri discorsi ... e alla fine si decide di andare a cercar neve al Rifugio dal Piaz.
Ore 9:00
Arriviamo al Passo d'Aune e ci prepariamo.
Anche qui basse nuvole grigie ed umido, ma non rinunciamo. Carichiamo le ciaspe sugli zaini, anche se di neve se ne vede poca anche verso le cime.
Non sono mai stata da queste parti, ma conoscendo la conformazione del luogo non chiedo neanche il dislivello, so già che oggi saranno almeno 800-900m.
Prendiamo il sentiero poco oltre le ultime case e procediamo tranquilli chiacchierando. All'inizio le gambe stentano un po', poi prendo il ritmo e la salita nel bosco si fa piacevole, nonostante l'umidità.
Camminando a livello della faggeta dobbiamo fare attenzione alle foglie bagnate che nascondono rocce e radici insidiose, e più su anche tracce di neve ghiacciata.
Dopo un'ora il panorama cambia: abeti radi che lasciano già intuire gli spazi aperti delle vette e una debole parvenza di sole.
Poco dopo troviamo la prima neve. Pessima.
E' passato un mese dall'ultima nevicata seria e la poca neve che non si è ancora sciolta si è compattata, lasciando poca presa agli scarponi. Oggi di sicuro non è giornata per metter ciaspe.
Ore 12:00
E' ormai un po' che arranco.
Inizialmente pensavo che a rallentarmi fosse il timore per un taglio lungo una traccia su neve dura su per un tratto un po' esposto per i miei gusti, oppure l'aria fredda pungente che batte i nudi versanti ripidi, ma poi sbuchiamo sulla strada che a lunghe anse sale regolare al rifugio e sento ancora le gambe pesanti. Oltre ai movimenti mi accorgo che anche i pensieri stentano ad ogni passo: allora capisco che devo mangiare, appena possibile, oppure so già che tentare di proseguire così non sarebbe altro che un'agonia a passo di lumaca.
Intanto, da in fondo alle vallate, il suono delle campane di mezzogiorno supera la pesante coltre di nubi e arriva leggero fino a noi. A quel punto arrivo a un tornate della strada e mi fermo per un paio di datteri ed una tazza di the caldo. Tanto basta per ripartire ed arrivare al rifugio che poco più in su appare a brevi momenti tra la nebbia.
Inaspettatamente aperto, veniamo accolti in rifugio con un bicchiere di vino e un buon piatto caldo. Le nostre fatiche sono ampiamente ripagate.
Oltre a noi solo pochi altri volonterosi hanno raggiunto questi luoghi silenziosi, decisamente la giornata non era delle più promettenti per uscire di casa.
Ore 13:00
Salutiamo i simpatici gestori e ci prepariamo a ritornare al freddo per scendere.
Partiamo in silenzio, poi, riguadagnata la quota degli abeti, al riparo dall'aria, riprendiamo un po' di buonumore e proseguiamo allegramente per il resto del sentiero.
Ore 18:00
Ormai siamo quasi a casa.
Per strada negozi illuminati e gente affaccendata nelle compere natalizie, poi solo buio e nebbia bagnata, a tratti piovigginosa. Ma non importa.
Noi oggi abbiamo avuto la nostra giornata di luce, la nostra boccata di umido ossigeno vitale ...
giovedì 19 dicembre 2013
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