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domenica 31 ottobre 2021

Le aragoste muoiono di stress


Quando non finisco nella cucina di qualcuno, le aragoste non hanno nemici naturali. Diventano vulnerabili solo quando, periodicamente, perdono la loro corazza. Il problema è che quando diventano grandi, e ormai vecchie, non riescono più a superare la fatica della muta e muoiono così, nude ed inermi, ormai facile pasto per i predatori.
E così, quante volte si può cambiare pelle in una vita? Quante volte è possibile esporre la carne viva al mondo e sperare di poter poi trattenere a sé tutti i pezzi ...?


Si vive di luce e di vento.
Come le nuvole, passando lontano, cercando di non lasciarsi ferire dalle guglie aguzze ...
A volte scendono delle lacrime, pioggia che travolge la terra, pelle che brucia al sole come dolore e desiderio impastati nel profondo delle viscere.
 
 
 
 
 
 
 
 
A volte si ha anche paura, ma si sa: per i sogni di chi non osa, rimangono solo i cassetti ...



 

mercoledì 28 novembre 2018

Lost & Found


A volte basta solo un vecchio trail fuori dalla porta di casa per salvarsi dalla pigrizia di una domenica uggiosa.






L'occasione giusta per riscoprire un po' le nostre Prealpi ...

giovedì 15 novembre 2018

Ravanadis


Lo ammetto.
Ci vuole una certa recidività per finire su certi sentieri.
Che poi sulla carta sta volta sembravano anche discretamente segnati. Peccato che poi sul terreno la discrepanza fosse notevole. Che la carta fosse vecchia? Che magari si trattasse di un confine sensibile da non rivelare troppo nei particolari? Oppure un bosco vivo, ancora in uso potrebbe aver continuato a modificare le tracce dei percorsi?
Di certo non ho ancora imparato che, se un sentiero sembra scivoloso ed intricato già dall'inizio, potrei risparmiarmi(ci) di andare a controllare di persona ...








Che poi, se tra antichi manieri e vecchi castagnici quasi ci si può anche perdere, allora si capisce come sia facile fare anche confusione tra Paganis e Aganis ...





Insomma sempre la stessa Storia, non riesco a fare a meno di complicarmi(ci) la vita!


martedì 6 novembre 2018

Con il cuore laggiù


Si vedono ancora immagini di devastazione sulle nostre montagne.
L'alluvione - o prima ancora, nell'agordino, il fuoco - ed un vento incredibile, impensabile, sono passati come una falce sciagurata dentro i torrenti e sopra i boschi ...

Farà molto male ritornare tra le nostre splendide montagne e non riconoscerle più. 
La verità è che forse, se tutto va bene, solo i più giovani di noi riusciranno a vedere i boschi com'erano fino a pochi giorni fa ... fra una cinquantina d'anni.

Farà male, ma non possiamo non tornare lassù.




















Non so chi ha fatto credere che i miracoli esplodano come fulmini. E’ per questo che non ne vediamo mai. Ma quando si sa che i miracoli si compiono sotto i nostri occhi, con estrema lentezza, ne vediamo a ogni passo.
Jean Giono


venerdì 2 novembre 2018

Ricominciamo dalla fine


Quest'ultimo periodo è stato davvero impegnativo. Anzi, direi devastante ...

Anche quando si prende una buona rincorsa, proprio all'ultimo l'abbrivio iniziale sembra venir meno e, ad un certo punto, diventa necessario cominciare a scavare in sé stessi per trovare forza e motivazioni sufficienti ad arrivare al traguardo finale.
Sono come l'ultimo centinaio di metri prima di una cima, quelli più tirati, quelli che non finiscono mai, quelli che bisogna fare attenzione perché un passo falso potrebbe rovinare tutto.
Eppure già lo sai che quando arriverai a toccare la tua meta avrai già dimenticato tutta la fatica, tutte le ore spese per arrivare fin lì e che ricorderai solo i (tanti) momenti belli.

E poi la meta diventa già solo un'altra tappa lungo il cammino ...


Ormai più di un mese fa ci siamo ritrovati per l'ultimo appuntamento del Corso AE prima dell'esame finale.
Devo ammettere che sta volta ero particolarmente nervosa perché si trattava delle prove pratiche di manovre di corda e progressione in ferrata, cose in cui so di avere parecchie lacune.
La location erano i  dintorni del Rifugio Campogrosso, di cui ho un ricordo particolarmente forte della prima volta in cui ci sono stata, durante gli esami per la qualifica sezionale, ma che poi ho avuto modo di apprezzare anche in altre occasioni, sicuramente per il magnifico paesaggio delle Piccole Dolomiti in cui si trova, sia per l'ottima cucina ...

Arrivati il sabato mattina presto ai piedi della Sisilla, con un certo malincuore abbiamo dovuto rinchiuderci in aula mentre il parcheggio di fuori si andava riempiendo all'inverosimile per i tanti escursionisti che approfittavano della bellissima giornata di sole.
Per fortuna poi alla sera siamo riusciti a rubare gli ultimi raggi di luce per andare a sgranchirci ed ossigenarci un po'.










Domenica mattina altra sveglia ingrata e poi (quasi) subito pronti per partire zaini in spalla pieni di imbraghi, caschi, corde, cordini, ramponi, picozze ... insomma tutto il necessario per fare 500m dal piazzale e mettersi a giocare agli alpinisti in ghiacciaio ... sul prato!
Ma finita la parte divertente è venuto il momento di riboccarsi le maniche: divisi in piccoli gruppetti siamo stati impegnati per tutto il resto della mattinata a tirare corde e ad arrampicottarci in "ferrata".
Certo, chi più chi meno, di errori ne abbiamo fatti tutti - anche i più "imparati" che credono di sapere sempre tutto! - ma alla fine è stato tutto molto positivo, più nel clima di un passaggio di conoscenze sul campo - fatto di prove e di consigli, ma pure di qualche sgridata - che di una rigida valutazione.





Sfiniti dai due giorni intensi, dopo aver festeggiato tra di noi, siamo stati invitati dal "padrone di casa", nostro distinto compagno di avventura, ad aggregarci alla loro allegra castagnata sociale.
E mandi!
 


Tempo una quindicina di giorni e ci siamo ritrovati per il fatidico fine settimana degli esami. 
Dopo uno splendido autunno dalle temperature estive, già nelle prime ore del sabato mattina le previsioni sembravano decisamente  diverse. 
Di sicuro non era il massimo per il nostro Gruppo che alla domenica doveva uscire per l'ultima escursione dell'anno in programma, ma per noi che avremmo passato entrambi i giorni segregati, non era poi così male.
Così, raggiunta Paluzza, nel cuore della Carnia, sotto una pioggia fine ma insistente, abbiamo cominciato il tour de force delle ultime lezioni concluso con il test scritto.
Tra lo stress e la stanchezza dell'ultimo perido di studio ed il potente raffreddore che mi ero presa nel frattempo, per me è stata soprattutto una prova di forza ... già tanto che avessi scritto il mio nome correttamente.



E domenica, con il colloquio finale - anche se in realtà abbiamo cominciato ad esser valutati fin da prima delle prove di ingresso ed abbiamo poi continuato ad esser sotto osservazione in ogni singolo momento - finalmente abbiamo concluso il corso!
Ad ogni modo, dopo aver festeggiato tutti assieme, sfogate tutte le tensioni, ci siamo affrettati ciascuno verso la propria casa, anche perché la situazione meteo sembrava sempre meno rassicurante ...




E poi chi se lo sarebbe mai potuto immaginare quello che è successo. Nel giro di un paio di giorni l'acqua, ed il vento in una sola notte, hanno cambiato per sempre le montagne da come le conoscevamo ... 
Le notizie e le immagini che arrivano sono a dir poco terrificanti, la Natura ha scatenato tutta la sua furia. Ed ora ci ritroviamo attoniti, ad osservare il vuoto lasciato, di fronte ad una distruzione paragonabile solo ad una guerra.
Un monito per noi uomini difficile da ignorare.