mercoledì 9 aprile 2014

Anche ... ?!



Le idee fisse sono come i crampi ai piedi: il miglior rimedio è il camminarci sopra. 
 S. Kierkegaard


... anche quando si hanno i crampi all'anima ... ?!

martedì 8 aprile 2014

Brava


Fare per accontentare gli altri o fare per soddisfazione personale ...?

Nonostante in genere non abbia bisogno di trovare un perché del fare determinate cose, ammetto che, quando devo impegnarmi oltre al mio (solito) livello minimo di sufficienza, pensare alle persone che ho accanto - a cui voglio bene o che comunque stimo - spesso mi è molto di aiuto.
Diciamo che è un mio modo astruso per renderli orgogliosi di me, anche se poi loro, di tutta questa mia paranoia, sono completamente all'oscuro ...

Sarà scarsa autostima (ZER0!) o necessità di riconoscimento, ma ho sempre avuto una forte dipendenza dell'altrui approvazione (chiamarla carenza d'affetto non mi piace), tanto da imparare a "fare la brava", ad indossare una maschera di mitezza e modestia a seconda delle necessità.

Ma ho imparato che giocare con maschere ha i suoi rischi, e soprattutto ho capito che voler compiacere gli altri non sempre ne vale la pena ... anche se confesso che mi è rimasta addosso un po' di falsa modestia ... 
O forse è solo il mio non voler mostrare il mio desiderio famelico di complimenti, anche se questo desiderio è stato spesso disatteso proprio nei momenti in cui più mi sarebbe piaciuto anche solo condividere il raggiungimento di un traguardo ottenuto con il dovuto impegno ...

Ma ho imparato a prendermi le mie soddisfazioni da sola, per me stessa ...






Ma a volte non mi basta lo stesso ...

martedì 1 aprile 2014

... carta&bussola ...


Perdersi nonostante tutto ...

... andare avanti sperando di (ri)trovarsi o tornare sui propri passi per orientarsi ???
... oppure seguire l'istinto ...
... portando i propri passi su terreni che ancora non si conoscono ed ascoltare le sensazioni che come sottili ragnatele fanno vibrare l'anima in un volo notturno di falene ...

Gacceman

lunedì 24 marzo 2014

A/R


by Mad Goat

Niente come tornare in un luogo rimasto immutato ci fa scoprire quanto siamo cambiati. 
Nelson Mandela


mercoledì 19 marzo 2014

Paesaggio solare


Non ero mai stata prima ai Piani Eterni.

Finora avevo visto solo alcune foto nelle varie stagioni, ed effettivamente le immagini con la neve davano l'idea di un paesaggio lunare ...

Poi finalmente è arrivato anche il mio momento.
Forse per colpa di tutta la pioggia di questo inverno, ma arrivarci è stato come immergersi in un bagno di luce, in un immenso catino bianco ricolmo di sole ...
Uno specchio ustorio di proporzioni smisurate che ha bruciato l'inverno con la sua stessa arma ...





lunedì 17 marzo 2014

Ciao ...

 

Un paio di mesi fa - era il 17 gennaio - ricordo di aver pensato "la prossima volta mi fermo a salutarlo con calma" ...
Era una serata in cui Marco aveva preso una sala gremita di appassionati di montagna e - sull'onda di una passione grande come la vita - li aveva trasportati con incredibile entusiasmo su e giù per le montagne, in avventure al limite del possibile.
Con semplicità chiara e luminosa come i suoi occhi, Marco aveva raccontato la sua voglia di vivere la montagna e soprattutto di viverla a modo suo, ascoltandosi e "sentendo" il momento giusto per affrontare le sue avventure, senza forzature, senza l'ostinazione di vincere una sfida a tutti i costi, ma comunque con la tenacia di non arrendersi nonostante le difficoltà e le rinunce, nonostate gli incidenti, nonostante la vita.

Marco era un sognatore, e lo si capiva subito a pelle. Bastava una sua stretta di mano - forte - e un suo sguardo sorridente per sentirlo già amico.
Era successo così quest'estate, a casa sua sulle Grigne, quando c'eravamo fermati a chiacchierare assieme ai Piani Resinelli, di montagna ma non solo, come se ci si conoscesse da parecchio, anche con chi ci si era appena presentati. E poi la mattina dopo, mentre lui faceva un veloce giretto mattutino, e ci si era gridati dei saluti mentre lui correva giù per le guglie come un animale selvatico.

Confesso che, prima di incontrarlo di persona, per me Marco Anghilleri era solo un nome, famoso, ma dai lineamenti vaghi.
Invece, a gennaio dopo la serata, quasi mi sono sentita in colpa ad andarmene dalla sala strapiena senza fermarmi a salutarlo, come se, tra tutte le persone che si accalcavano attorno a lui, si fosse potuto accorgere della mia assenza. Ma ho pensato che una in più, di cui chissà se aveva il ricordo, non avrebbe fatto altro che obbligarlo a restare in quella calca ancor di più, così ho preferito lanciare un saluto nella sua direzione ed andarmene.
Tanto - pensavo - di occasioni per parlare con più calma ce ne sarebbero state ancora ...

E invece no. Marco è stato recuperato oggi sul Monte Bianco. 
Dall'inizio della settimana scorsa stava tentando in solitaria la prima salita invernale della via Jori Bardill sul pilone centrale del Freney, ma le sue tracce si erano perse già venerdì. Poi solo attesa, dubbi, paure, finché sabato sono iniziate le ricerche e ieri è stato individuato il suo corpo.

Lì per lì pensavo di aver letto male la notizia. Ho dovuto rileggere tre volte l'articolo ed andare in cerca nel web di varie conferme, prima di volerci credere.
Volevo dire "no, non è possibile, io lo conosco, non può essergli successo niente" ... E invece no.


Alle volte ci penso.
Penso a come sarebbe se succedesse a me o ai miei amici o alla persona che amo.
Il rischio oggettivo in montagna c'è sempre, e lo si accetta, fa parte del gioco, e a volte lo dico "se muoio adesso va bene, ma lasciatemi qui" ... 
Forse, come in questo caso, sapere di essersene andati facendo qualcosa che piaceva, qualcosa che faceva sentir vivi, per me può essere una consolazione. Ma forse, a pensarla così, è più facile andarsene che restare ... 

lunedì 3 marzo 2014

venerdì 28 febbraio 2014

Specchio



A volte succede che di trovarsi di fronte ad uno specchio e non riconoscersi nell'immagine che ci rimanda indietro ... che sia in meglio oppure in peggio ...
Oppure, credo, il non riconoscersi può rafforzare una certa percezione di sé ...

Scorso venerdì sera: pizza di classe ...

Quando fraquentavo il liceo, complice una scarsissima autostima, le pizze di classe erano quasi sempre un motivo di ansia: mi dovevo confrontare con gli altri (e soprattutto le altre, essendo stata una classe prevalentemente femminile) su un terreno sconosciuto, al di fuori dei rassicuranti schemi scolastici quotidiani.
Poi, nei primi anni dopo la maturità, ho cercato di schivare questo genere di incontri: una volta slegata dalla necessità, ho voluto archiviare per un po' questo genere di frequentazioni forzate.
Ma una volta allontanati i ricordi, placati i sentimenti - piccole  e grandi antipatie - con il cambiare dell'età, dell'ambiente e dell'esperienza (mah?!), ha finito per prevalere una specie di curiosità, forse non tanto verso gli ex compagni di classe, quanto verso me stessa nel mettermi a confronto con il passato.

Alla fine se ci penso, sono quasi passati vent'anni (20 anni!) dalla maturità, ma all'apparenza noi "ragazze", a parte qualche cambio di capigliatura, siamo rimaste quasi identiche ad allora (i ragazzi, loro sì, sono cambiati completamente: sono diventati uomini ... ma questa forse è solo una questione di ormoni).
Però, se di aspetto non siamo molto diverse, ritrovarmi nei panni della me stessa liceale mi è sembrato incredibilmente straniante: i rapporti tra le compagne, i professori e quelli nei miei confronti sono rimasti gli stessi di quando eravamo a scuola - e forse è normale ripetere gli stessi schemi a distanza di tempo frequentandosi solo saltuariamente - ma nel frattempo siamo cambiati ... o per lo meno, dato che all'apparenza tutti gli altri sembravano più o meno tranquilli in questa situazione, io SONO cambiata.

A dire il vero non mi sono sentita gran che a mio agio nemmeno nei panni che avevo tre anni fa, data della precedente pizza, ma lì è decisamente tutta un'altra storia ...

Forse mi sento più vicina a quella che ero una decina di anni fa, quando ero appena laureata e pronta a cogliere le mille possibilità che mi aspettavo di trovare, ma anche questa potrebbe essere un'altra storia ...

Alla fine sono stata al gioco, tutto sommato non mi importava molto che non mi si riconoscesse per quella che sono ora ... Anche se mi faceva un po' sorridere chi si dispiaceva che non avessi una famiglia o, per lo meno, un lavoro in ambito artistico: in questo momento mi sento talmente lontana da quel mondo che la cosa non mi tocca minimamente ... anzi mi sono quasi stupita di riguardarmi all'indietro e vedermi tanto distante da quella me stessa di tanti anni fa ...

Chissà se in futuro parteciperò ancora a questi incontri/confronti ... e chissà quale sarà il loro eventuale effetto ...

lunedì 24 febbraio 2014

Rifugio ...




... semidistrutto da una valanga esattamente sei mesi dopo: Rifugio Agostini, alba del 24 agosto 2013.



mercoledì 19 febbraio 2014

Memories


Certe volte tornano a far male vecchie cicatrici ...

Ci si fa prendere dalle mille corse quotidiane e si scordano le ferite in una piega della memoria, ma poi ... un minimo particolare, una sensazione ... e ci si ritrova balzati all'indietro, a rivivere in un fotogramma sgranato ... bloccati, con il cuore e la gola stretti, che non si riesce a mandar giù il ricordo ...

E allora mi capita di pensare che no, non vorrei tornare indietro ... purtroppo o per fortuna non si può ... quello che dispiace è solo di non aver vissuto di più il momento, di non averlo tirato fino all'ultimo, consumato fino a farlo diventare solo una leggera scia di nuvola nel cielo ...


lunedì 17 febbraio 2014

La valle incantata


Finalmente si ritorna in montagna ... finalmente ossigeno!




Il sole è tornato - per poco - a giocare con le nuvole veloci, disegnando nuove luci sulle creste già di forme e colori fantastici. 
D'altra parte qui qualsiasi elemento naturale sembra avere una propria vita segreta, appena percettibile dagli esseri umani.





E poi incamminarsi di nuovo, in un'alba che non vuol divenir giorno, mentre le montagne continuano a nascondersi e confondersi tra le nubi, e sembra ancora di sognare.
Solo noi e gli alberi silenziosi immersi nella lunga valle innevata, senza alcuna altra traccia se non quella degli animali selvatici, unici veri padroni di questi luoghi da saga.


E' l'incanto del Regno di Fanes ...

sabato 15 febbraio 2014

martedì 11 febbraio 2014

Alternative





Alla foce il fiume - bruno limaccioso - scorre veloce, ancora carico delle piogge dei giorni scorsi ...
Ha ancora tutta la sua spinta prima di incontrare il mare, giù in fondo all'orizzonte ...

Ma in barena le acque sono placide e invitano alla riflessione ...






mercoledì 5 febbraio 2014

Ogni tanto


Ogni tanto capita.
Sembra strano, ormai, ma a volte può succedere ... 
Questo fine settimana siamo rimasti a casa, con il naso incollato alla finestra, aspettando di vedere uno spiraglio in mezzo al grigio e sperando che ci siano presto le condizioni favorevoli per poter tornare in montagna.
E, a ritrovarsi così, tra quattro mura, che quasi non si sa come riempire il tempo a disposizione, ci si sente decisamente spaesati ...
Allora si cerca di porre rimedio alla forzata inattività: carte e guide alla mano, si viaggia con la fantasia, pensando a tutte le prossime escursioni da fare, oppure si ripensa ai sentieri già fatti e i dislivelli accumulati e si guardano le vecchie foto - frammenti di ricordi da rimettere in fila nella memoria ...

Ogni tanto ci vogliono giornate anche così, in cui il tempo scorre un granello alla volta e si allunga come un gatto sonnacchioso ...
Sono occasioni in cui pensieri si depositano e le emozioni decantano, così si ha modo di ridefinire i propri confini, pensare ai prossimi passi, rafforzare le proprie convinzioni o smussare qualche spigolo ...

Intanto, per la prima volta, mi sono resa conto di quanto sia durato l'anno appena passato, che sembrava voltato via in un soffio e invece è stato pieno pieno di amici, di rocce, di fiori, di sole, di vento e di neve ...
E poi, a sorpresa, capita di ripensare ai miei spazi ...
Da un anno a questa parte, la riconquistata libertà mi mette la voglia di correre lontano senza badare troppo a quello che mi circonda ... di soddisfare anzitutto i miei desideri senza voler considerare che chi ho vicino può non condividerli ...
Ma basta un abbraccio, semplice e dolcissimo, per sentire la Strega che è in me confondersi ... basta un attimo per cominciare a pensare ... e se tutto questo cambiasse ...?



martedì 28 gennaio 2014

Neve*


Si sta poco a dire "neve", ma ... mica è sempre la stessa cosa!

Asciutta che il vento la trasporta in finissimi aghi che creano fantastiche dune zuccherose ...
Soffice che a camminarci in salita si fa fatica a guadagnar quota e poi invece in discesa si va che è una favola ... 
Dura che solo i con ramponi si riesce ad intaccare ...
Umida al punto giusto per fare a palle di neve ... bagnata e pesante da pestare ... oppure 'marcia' d'acqua ...

Scoprire la neve, poterla conoscere da vicino - senza l'uso esclusivo degli sci - per me è stato come scoprire l'acqua fredda, ovvero l'inverno, e soprattutto la sua infinita bellezza: mai avrei immaginato nei grigi-umidi inverni di città che da un'altra parte potesse esistere un universo immacolato e risplendente di sole.

E poi scoprire le innumerevoli declinazioni della Neve*, imparare a conoscerla provandola sulla propria pelle ... calpestandola ... annusandola ...
Cominciare a distinguere le sue varianti: sondare, spalare, spazzolare, tastare, misurare, guardare i cristalli con la lente, osservare le diverse granulometrie, studiarne le trasformazioni.
Ma soprattutto capire che non sempre è il caso di fidarsi del suo fascino languido.
Perché può essere un piccolo animaletto dispettoso che si intrufola di nascosto nella punta di un guanto, pronto a morderdi appena ci infili il dito ...  ma può essere anche un enorme mostro dormiente, pronto ad ingoiarti con i suoi denti ghiacciati alla prima sollecitazione ...


Il Pelmo dal Col Duro


* Nonostante si creda che gli Inuit abbiano migliaia di parolediverse per definire la neve, in realtà sono solo due le parole-radice  qanik "snow in the air (or snowflake)"  e  aput "snow on the ground".

martedì 14 gennaio 2014

mercoledì 8 gennaio 2014

La Vecia

La sera del 5 gennaio sono stata invitata al Panevìn dal mio ragazzo, preparato, per amici e vicini, da lui e suo padre seguendo la tradizione: con i tre pali di frassino a ricordare i Re Magi, per dare sostegno a tutta la struttura, e senza la Vecia da bruciare in cima ...
Per l'occasione ho deciso che avrei portato la Pinza, così ho trascorso gran parte del pomeriggio del giorno prima a pasticciare in cucina per prepararla: era la prima volta, così mi sono fatta dare la ricetta della nonna Gina, custodita gelosamente in una vecchia agenda dalla copertina blu, dove mio padre, già da parecchi anni, l'ha trascritta insieme a tutte le altre.
Prima di cominciare, conoscendomi, mi ero anche ripromessa che mi sarei impegnata a seguirla con precisione, ma la nonna - che in realtà si chiamava Elisabetta e a cucinare era davvero molto brava - certe ricette se le faceva passare direttamente da panifici e pasticcerie, e le dosi andavano di conseguenza ... così, dovendo ridurre le quantità, alla fine non ho resistito a non metterci anche del mio ... 
D'altra parte credo che le ricette che si tramandano in famiglia siano fatte apposta per adattarsi ad ogni passaggio di mano.
La sera del Panevìn, dopo averlo bruciato ed esser rientrati in casa, la mia pinza è stata messa in tavola con tutti gli altri dolci, volutamente senza che nessuno sapesse chi l'aveva preparata e, forse anche a causa dell'aspetto - ma solo quello! -  "tenace" dell'impasto, ho passato il resto della serata ad aspettare che qualcuno l'assaggiasse e dicesse qualcosa ... invece, aspetta aspetta, alla fine è rimasta quasi tutta sul piatto ... così poi sono tornata a casa con la mia scopa da Befana-Strega riportandone a casa più di metà ... insieme alle pive da cuoca nel sacco ...
Ammetto che la scarsa considerazione avuta dalla mia pinza mi ha colpita nell'orgoglio: ormai ero abituata a vedere i miei dolci sparire alla velocità della luce tra gran complimenti ...
Ancora mesta, il giorno dell'Epifania ho diviso in tre la pinza e, dopo averne messo via un pazzetto per me, sono passata a portarne una parte ai miei genitori.
Con mio gran stupore, mio padre, solitamente tutt'altro che complimentoso, mi ha detto che, nonostante le mie piccole modifiche, era proprio come quella che faceva la nonna ...
Riacquistata un po' di fiducia, la sera dopo, ho portato il rimanente a un'amica a cui l'avevo promessa, nel caso in cui ne fosse avanzata: arrivata giusto sul dopo cena, la mia pinza è stata ben gradita, almeno a giudicare dalla voracità con cui è stata spazzolata da tutti i commensali ... e finalmente ho riavuto piena soddisfazione al mio lavoro.




Il giorno di Natale, invece sono andata a trovare la nonna ancora viva: Carmela, classe 1928.
Fino a tutta l'adolescenza praticamente sono cresciuta a casa sua ed ero la nipote preferita ... poi io ho preso la mia strada tortuosa per il mondo e lei si è lasciata prendere definitivamente dalla depressione.
Devo ammettere che negli ultimi anni, con l'aggravarsi delle infermità, le mie visite sono diventate sempre più sporadiche e le telefonate, una volta quotidiane o quasi, ancora più rare. L'ultima volta ero stata da lei a luglio, per il suo compleanno.
Poi inizio dicembre mia madre mi aveva detto che la nonna non si ricordava più di me: anche se sul momento non ho mostrato gran dispiacere, la notizia mi ha colpito in modo assai spiacevole.
A dirla tutta mi sono vergognata di me stessa perché mi sono resa conto di tutte le volte che non ho nemmeno fatto un minimo sforzo per trovare un minuto di tempo per farmi sentire o vedere, per farle capire che le voglio bene e le sono grata di avermi allevata.
Così, almeno a Natale, che per definizione siamo tutti più buoni, il tempo mi sono imposta di trovarlo.
La nonna mi ha riconosciuta subito, sembrerebbe senza nemmeno esserne particolarmente turbata, così abbiamo potuto recitare, in dialetto e a voce ben alta, il solito copione di ricordi: le vecchie vicine di casa, le amiche di quando ero piccola, i giochi, le favole ...
E' stata una visita veloce, la nonna si stanca velocemente e spesso l'emotività prende il sopravvento, rendendo poi il commiato particolarmente difficile.
Andando a trovarla ho sicuramente acquietato la mia coscienza, anche se poi mi sono chiesta cosa farò il resto dell'anno ... se continuerò a comportarmi allo stesso modo dopo aver fatto ogni volta atto di contrizione ... oppure se riuscirò a cambiare qualcosa  di me ...
No, come già detto di buoni propositi per l'anno nuovo non ne voglio fare ... ma magari guardare le mie piccole e grandi ipocrisie, cercare di metterle in luce e provare a lavorarci un po' su ... questo mi sembra un compito che posso impegnarmi ad affrontare.

martedì 7 gennaio 2014

Buoni


Un altro anno è volato via velocemente ... come finissimi cristalli di neve soffiati dal vento ...
Anche volendo, non c'è stato nemmeno il tempo di voltarsi indietro che è già passato ... come un treno in corsa che si infila nel buio di in una galleria, sollevando uno sbuffo d'aria che fa girare la testa e turbinare foglie e foglietti ...
E' stato talmente veloce che devo ancora riuscire a tirare le somme ... 
Anche se è stato un anno in cui  di conti sono riuscita a saldarne qualcuno ... e ho cominciato a calcolare gli altri - tanti - che sono ancora in sospeso ... 
Soprattutto con me stessa ...
Ma no, buoni propositi non ne ho fatti, che su di me hanno lo stesso effetto delle diete cominciate di lunedì ...
Voglio continuare la mia strada ... cercare di raggiungere alcuni obbiettivi, alcuni decisamente poco impegnativi, altri beh ... voglio provare a spostare l'asticella un po' più in là gradualmente, senza proclami ... e poi vedere dove arrivo ...


Buon 2014 !


lunedì 30 dicembre 2013

... in conclusione ...




E' passato esattamente un anno da quando, raccolte tutte le mie cose, nel cuore della notte - proprio come una ladra! - me ne sono scappata  da quella che sarebbe dovuta essere la mia casa ... una casa condivisa per 3 anni con chi allora era al mio fianco ... anche se in realtà non è mai stata la nostra casa ...
Non era una "casa" intesa come luogo familiare, come focolare attorno al quale riunirsi, perché è stata quasi sempre solo un posto di sosta a fine giornata, dove ci si trovava per condividere qualche pasto ... ed un letto ...
E forse non è mai stata nemmeno "nostra" perché, quando tutto è cominciato, le basi per costruire un "NOI", le fondamenta per creare un futuro assieme erano già minate dall'interno ... era solo questione di tempo prima che crollassero del tutto ... e poi sono stati tanti gli errori - troppi ... da entrambe le parti - per riuscire ad andare avanti nel vicolo cieco in cui eravamo finiti ...

In conclusione ... dopo mesi ... anni?! ... di limbo, alla fine ho scelto di riprendermi la mia vita, di tornare a viverla e cercare di farne qualcosa che abbia un senso ... almenoperme!
Mi ero persa in un bosco buio di incertezze, fino a non sapere più chi fossi ... ma finalmente sono riuscita a ritrovarmi - ma prima ancora a farmi ritrovare - dopo tanto tempo ... a far (ri)uscire dall'ombra la Strega ...
Difficile dire se sono sulla strada giusta ... cerco di orientarmi su un sentiero che ancora non conosco ...
... ma se non altro ora procedo con tanta voglia di godermi anche il cammino ... senza più fughe ... e magari con un briciolo di fiducia in più in me stessa ...