lunedì 12 gennaio 2015

Tempo di M...armolada


Mentre parti per l'ennesima esercitazione c'è una parte di te che cerca di ricordare la procedura  ... trasmissione, ricerca, cancelletto, telefonata, ricerca vista-udito, ricerca a greca, ricerca a pettine, punti di accumulo, linee di trasmissione, ricerca a croce, sonda, chiocciola, pala, scavo a valle, vie aeree ... e spera di non ripetere gli errori della volta precedente (ma ce ne saranno sicuramente altri) e soprattutto prega per non dover mai e poi mai mettere in pratica quello che sta cercando di imparare.

Dietro alla parte che sta cercando di concentrarsi ce n'é un'altra che invece pensa a quanto si stava meglio nel proprio letto - almeno fino all'alba - magari a coccolarsi un po' al caldo e alla sua - conosciuta, programmata ed ispezionata - tranquillissima escursione di inizio stagione.
E mentre parti quella parte si chiede per la millesima volta cosa diavolo ci sta facendo in mezzo ad una bufera di neve a -10 o giù di lì, con raffiche di vento che ti piegano a terra, con il viso paonazzo, le mani quasi insensibili e gli alluci semicongelati ...

Poi basta una cresta sbuffante di neve fresca appena illuminata dal sole ...


















E poi ci sta pure riscaldarsi gli animi con un buon rosso ed un ottimo pranzo (o cena vista l'ora?) tutti insieme in una bettola spersa.
E perché no ... farsi pure una cantata in allegria!

giovedì 8 gennaio 2015

Si comincia ... in salita!


Dopo Capodanno, tra una tranquilla ricognizione ed in vista di un aggiornamento, c'era la voglia di fare un giro tranquillo per conto nostro e goderci un po' di sole prima di concludere le festività ...

Ore 9
Qualche grado sotto zero, partiamo da Podenzoi che il paese è ancora tutto in ombra.
Prendiamo il sentiero tra le ultime case e come sempre ho una partenza molto diesel: sarà per la nottata un po' agitata sarà per il freddo, ma alla prima rampa arranco indegnamente. Alla seconda rampa le gambe si attivano da sole e così io devo solo fare attenzione a dove appoggio i piedi sulle tracce di neve. Con la terza rampa comincia a colarmi il naso - l'utilità dei guanti! - segno che mi sto scaldando.
Poi finalmente arriviamo al sole e comincio a svegliarmi ed a godermi il sentiero tra alti muretti a secco, antichi faggi e vecchie case ormai quasi del tutto abbandonate. All'ultima baracca ci si toglie un strato di vestiario e si va.
Il sentiero, abbondantemente ricoperto da foglie secche, continua a salire nel bosco fino a sbucare su una spalla erbosa davanti ad un capitello. Da qui si piega decisamente verso nord-ovest e si prosegue con pendenza abbastanza costante lungo il fianco della montagna, lungo una piacevole mulattiera che attraversa tratti più o meno alberati, tra sole ed ombra, uscendo regolarmente su ampi prati pensili dove sono ancora presenti le tracce di pascoli ormai dimenticati.







Ore 12
Passiamo sotto Casera Colòn e ci vuole una breve sosta prima dell'ultimo tratto in salita: oggi faccio fatica a prendere il ritmo giusto e con il calo di energie rallento ancor di più.
Una manciata di minuti dopo arriviamo al confine del sole all'ultimo bivio sotto la Cima dell'Albero.
Il panorama da qui è spettacolare e in fondo si intravvede già il bivacco Tovanella, per raggiungerlo però bisogna immergersi nell'inverno e fare un lungo traverso nella neve: il terreno e l'esposizione non sono di mio gusto, così fatti pochi metri decidiamo di cambiare meta e tentare la vetta.
Cominciamo a seguire vecchie tracce e peste di animali selvatici lungo lo spallone erboso, quindi cerchiamo qualche ripido passaggio tra neve e mughi verso la cresta.
L'impegno e il sole caldo mi fanno sudare come neanche in piena estate!












Ore 14
Siamo in vetta!
O meglio, la vetta vera e propria si trova a una cinquantina di metri alla nostra destra appena più in su lungo la cresta, ma direi che la meta raggiunta è già più che soddisfacente!
Ora non resta che godersi la vista mozzafiato a 360° che in un respiro cancella tutta la fatica fatta fin qui.
Poi ci concentriamo sulla discesa lungo un canalone verso la Casera Colòn: mentre Qualcuno si muove agile come un camoscio io sono decisamente più impacciata così, per avere un po' più di stabilità, inauguro i miei ramponcini ... e mentre li tiro fuori dallo zaino mi accorgo pure di essermi scorazzata per tutto il giorno pala e sonda ...
Alla fine riusciamo a trovare la traccia giusta per arrivare alla casera e finalmente possiamo concederci una pausa per mangiare qualcosa.
Il sole però si sta velocemente avvicinando all'orizzonte e decidiamo di metterci in cammino.
La strada fatta è più lunga di quanto ricordavamo e così, mentre scendiamo, abbiamo modo di goderci i colori del tramonto prima dell'ultimo tratto di sentiero nel bosco.













Ore 17
Ormai si intravvedono i tetti del paese, ma ci soffermiamo ancora un attimo presso una vecchia casa dal tetto crollato: con le ombre della sera il suo curioso abitante ha messo fuori il suo musetto baffuto e si è fermato ad osservarci, così decido di spartire con lui gli ultimi due crackers che mi sono rimasti prima di proseguire.
Rientriamo all'auto che le cime più alte ancora trattengono gli ultimi riflessi di sole, mentre a Podenzoi le luci nelle strade si sono già accese.



Alla faccia del giretto tranquillo, anche oggi abbiamo macinato il nostro bel dislivello ...
Però mi è difficile poter immaginare una giornata migliore per poter cominciare bene il nuovo anno!


mercoledì 7 gennaio 2015

Di tombole natalizie ed altre amenità


Oggi sono arrivati i regali di una persona che conosco, di una Amica.
No, non è esatto.
I regali sono arrivati, ma dire che la conosco forse è un po' troppo (considerando poi che sono convinta del fatto che sia impossibile conoscere qualcuno – persino sé stessi – nel senso pieno della parola), piuttosto posso dire che la intuisco da quanto racconta di sé ... e posso dire anche che c'è un germoglio di amicizia che spero cresca.
Ma c’è di più. 

Anche se è già passato, questa potrebbe quasi essere una storia di Natale …
L’anno scorso – alla ricerca di chissà quale ricetta - mi sono imbattuta nel suo blog delirante e poi, a dicembre avanzato, sfogliando il suo libro appena uscito l’ho riconosciuta e mi sono incuriosita.
In realtà c’è voluto un po’ di tempo prima che tornassi a scorrere le sue pagine virtuali e cominciassi, un poco alla volta, ad appassionarmici. Che, a dircela tutta, le ricette le guardo sì, ma quello che mi diverte sono soprattutto le sue ticchettature pirotecniche che sanno sempre regalare un sorriso.
E non solo.
Fossero solo frizzi e lazzi, probabilmente non starei nemmeno qui a parlarne. Invece credo che la luce di un'anima si noti di più solo quando illumina anche le ombre.
A volte sembra di stare in un salottino a chiaccherare di cucina ed altre frivolezze con una simpatica Maghetta Streghetta, altre ci si sente catapultati nel Paese delle Meraviglie versione Burton dove una Alice stralunata offre squarci d'anima luminosi mentre lotta contro i suoi mostri di angoscia, tristezza e ... cibo ...
E insegna a credere nelle cose impossibili.
O semplicemente che anche ciò che appare "strano" può essere "normale".

E poi ci sono le tombole natalizie.
Tombole allegramente deliranti (robe che neanche in famiglia) a colpi di commenti che riuniscono amiche (e amici) da una parte all'altra dei monitor - chi si conosce anche nella vita reale, chi invece si incontra solo virtualmente - ma ad ogni modo ci si racconta, tra le piccole faccende quotidiane, scherzando e scambiandosi idee, consigli ed effusioni.

A dirla tutta, introversa come sono, di solito faccio fatica ad aprirmi a questo genere di cose.
Ma anche se prendermi alla leggera non sempre è un esercizio facile, poi mettersi in gioco (in tutti i sensi) può essere divertente e, perché no, aiutare anche a scoprire un po' più di sé ...

E quindi, grazie Iaia !!!

lunedì 5 gennaio 2015

L'Epifania tutte le feste si è spazzata via!


Nonostante abbia cercato di impegnarmi addobbando la casa a tema (persino due Presepi "ready-made" regalati da due Amiche) quest'anno lo spirito natalizio mi è passato a fianco senza lasciar segno.
Certo c'è stato il Natale in famiglia, che finalmente al di là delle normalissime preoccupazioni - dai miei, dai tuoi, Vigilia, pranzo, cena - non costituisce più una fonte di angoscia.
C'è stato il Capodanno con gli amici che, sebbene in rifugio, ha seguito il classico programma cenone-spumante-fuochi con tanto di karaoke ... ma anche quello, più che fare gli auguri a chi era a portata di braccio, è passato in fretta: una volta esaurito il copione non ha lasciato gran sentimenti.
C'è l'Epifania che - sarò Strega/Befana per qualcosa - come festa mi è sempre piaciuta molto, con i suoi riti di condivisione (la Pinza che si scambia tra famiglie, vicini e amici) e di passaggio (si consuma ciò che è rimasto dell'anno passato e si brucia la Vecia sperando nel nuovo che verrà).
Alla fine le feste sono passate tra cose tante da fare, ma anche all'insegna di un po' di dolce far niente, un po' di pigrizia fisiologica dopo mesi di lavoro stressante.

Ma intanto è passato un altro anno!

Il 2014 è stato un anno intenso, pieno di impegni - forse troppi - ma anche pesante, soprattutto se il fisico fa un po' penare.
Così per il 2015 voglio di più ... e ci sono già sogni, progetti e tanta voglia di crescere e vivere intensamente!

Se l'augurio è di costruirsi ciascuno il proprio Buon Anno, allora io ho già preso la rincorsa!











 







Buon Anno dal Rifugio Posa Puner!