martedì 8 luglio 2014

PSM


Aggiungiamo un'altra tacca, un'altro nome al curriculum ... 
Adesso posso dire di aver finalmente pestato qualcosa anche delle Pale di San Martino (non solo brevi escursioni ai margini del gruppo).

A dire il vero la salita in funivia mi ha lasciata un po' insoddisfatta ... una motagna non sudata mi sa di poco ...
Ma se non altro è stato bello l'effetto "atterraggio sulla luna"!



Sarà che da  sempre sono abituata al bianco-grigio della dolomia, ma in questo tipo di ambiente mi sento a mio agio - sicuramente più che non su certe montagne erbose trentine - e, se ci fosse stata solo un po' meno neve (ormai mi sto rassegnando), l'effetto "spaziale" sarebbe stato sicuramente maggiore.




La cosa bella è stato passare oltre il rifugio Rosetta, dove si ferma tutto il turistame, e ritrovarci solo noi a spasso per l'altipiano, a goderci in tutta pace neve (...), sole (poco), nuvole (tante) e pioggia (ma sì dai!).






Che poi mi smentisco di già: bello il bianco-grigio dolomia con il bianco-giallo-rosso della neve ma, in questo caso, ancora più piacevole il sentiero che scende dall'Antemarucol con le rocce nere laviche, i cespugli di ontano, i numerosi rivoli d'acqua ... e i prati fioriti!




 

 




E poi scendendo verso Casera Campigat la vista sulla Malgonera e la Valle di San Lucano e sull'altro versante Gares e la sua cascata mi (ci) hanno stuzzicato la fantasia ed invogliato a nuovi giri ...






Nota dolente della giornata: la morte di un uomo poco dopo l'uscita della ferrata Bolver-Lugli.
In questi casi credo che i se, i ma e i commenti, troppo spesso fuori luogo, si sprechino: IO sono più per un momento di compianto in silenzio, e poi chi pratica la montagna faccia le sue considerazioni ...

Ad ogni modo mi ha rincuorato sapere che quelli del nostro gruppo che dovevano fare la ferrata alla fine abbiano rinunciato (e che fosse anche prevedibile è tutto un altro discorso) ...


venerdì 4 luglio 2014

La Zuita '@v@'


Mi piace esplorare posti nuovi.
Anche (o soprattutto?) se sono posti vicino a casa e ci si passa davanti (anche dietro ultimamente) un'infinità di volte perchè ogni volta è comunque una scoperta.

Finora il Civetta era una montagna mitica, sulle cui pareti (o, meglio, "la parete") sono state scritte grandi pagine della storia dell'alpinismo, ma di cui avevo solo delle idee molto frammentarie.
A dire il vero adesso non sono molto più complete, ma almeno posso dire di aver pestato qualcosa, di avere qualche immagine da poterci costruire un pezzetto di mappa mentale in più ...  
E le prossime saranno le PSM! :-)
Per quanto strano, il nome non mi ha mai incuriosito più di tanto ... ho sempre pensato che da qualche angolazione particolare il monte potesse ricordare la sagoma dell'uccello (tanto più che ho spesso sentito parlare anche de "l'occhio del Civetta"...?) ma, appunto, non avendone mai avuto un idea precisa, l'ho sempre tranquillamente accettato così. 

Ad ogni modo ...


Le idee per domenica erano ben altre, ma le previsioni meteo poco invitanti e la neve ancora presente in quota (ANCORA!!!), ci hanno fatto arrivare nei dintorni di Agordo senza avere un'idea precisa.
Poi, tempo di una bella colazione profumata che, memore di un'altra giornata piovosa dello scorso inverno che ci aveva fatto rinunciare alla salita al rifugio Vazzoler con le ciaspe, mi è bastato avanzare la proposta per decidere la meta e puntare dritti dritti al parcheggio della Capanna Trieste.



Arrancando per salire ad un passo un po' più sostenuto del solito e senza bastoncini (sto facendo finta di allenarmi, OK?!) siamo arrivati al rifugio abbastanza velocemente (anche se superati da runners di varie età e fogge), non senza però gustarci il panorama: la strada in questa stagione abbonda di orchidee, garofani, rododendri e gerani e, lungo la vallata, i numerosi salti d'acqua sono arricchiti dalla neve che si sta sciogliendo. Salendo di quota, poi, si apre la visuale sulla Torre Trieste e, più in là Torre Venezia ed i Cantoni di Pelsa: di fronte a simili conformazioni rocciose dalle forme evocative (soprattutto se avvolte dalle nubi) non è mi difficile capire il fascino che possono esercitare sugli alpinisti ...






Le nuvole giocavano veloci su e giù per le cime, lasciando solo pochi istanti di spazio ai raggi del sole, ma raggiungiamo il Vazzoler, che il tempo sembra ancora tenere ed è presto, così decidiamo di continuare. Nonostante il cielo grigio (praticamente impossibile fare delle foto decenti) la camminata è molto piacevole: dal rifugio si alternano tratti boscosi, pascoli verdi ed zone rocciose che, per mia gioia, abbondano di fiori di tutti i tipi.
Alla fine arriviamo fino alla Sella di Pelsa: laggiù in fondo si intravvede già il rifugio Tissi e la voglia di raggiungerlo per andare a godersi la vista de "la Parete" sarebbe tanta, ma è distante più di un'ora ed il tempo sta peggiorando velocemente.
Se pur a manlincuore, ritorniamo sui nostri passi ma, nel dubbio di riuscire a schivare la pioggia, ci concediamo una deviazione alla malga indicata da invitanti cartelli "speck-latte-formaggio".







Arriviamo a Malga Pelsa mentre cadono alcune gocce di pioggia: sotto un telo ci sono un paio di tavoli con le panche addossate e una donna sta ritirando i panni stesi. E' magra, con i capelli grigi stretti con un cocòn (chignon) ed indossa un semplice vestito lungo rosa sbiadito con sopra il grembiule. In quella esce sulla porta anche il malgaro (il figlio o il genero?), tarchiato e con la pelle come cuoio scurito dal sole.
Salutiamo con educazione, ma l'idea di un riparo, se pur momentaneo, mi fa audace e chiedo se è quella la malga del cartello. L'uomo con uno spiccato accento tutt'altro che bellunese, ci invita in casa.
Nella penombra calda dell'ampia sala-cucina un ragazzino biondo steso sul pavimento è intento ad inventarsi un gioco con un pezzo di cartone, mentre la nonna nell'angolo sta piegando i panni appena ritirati tra il vapore delle pentole del pranzo.
Ci fanno entrare in una piccola stanzina dove ci sono le tavole con i formaggi freschi messi ad asciugare e gli speck appesi. Nell'angolo vicino alla porta, in una bacinella d'acqua, c'è un panetto di burro giallo stretto in una formella di legno. Mi piace questo posto: annuso l'aria ed osservo avida ogni particolare.
Il malgaro fa il suo rito con gesti asciutti: ci fa assaggiare il formaggio fresco e lo speck (buonissimo!) mentre scambiamo poche battute sul tempo. Ci dice che sono della Val Sarentino, il che spiega il forte accento teutonico.
L'idea iniziale era di una semplice merenda veloce (forse fattibile con il bel tempo, se ci fossero stati altri turisti), ma a questo punto non possiamo fare a meno di comprare anche qualcosa.
Qualcosa di buono, di genuino, fatto da mani sapienti che tramandano gesti antichi ... no dico, mica siamo al supermercato con lo speck che sa di ... bh ... Che li val bene qualche euro in più il formaggio che sa di latte fatto direttamente dalle mani di chi ha munto le mucche ...



Intanto ha smesso di piovere, così scendiamo velocemente al Vazzoler.
Arriviamo giusto a mezzogiorno e l'aria attorno al rifugio profuma di buono, così non ci mettiamo tanto a decidere di entrare a mangiare. Scelta azzeccata sia per il cibo sia per il meteo: tempo di sederci a tavola che comincia a diluviare.
Ci godiamo il pranzo con calma sperando che smetta di piovere poi, rassegnati, ci bardiamo ed approfittiamo di un momento di tregua per metterci in cammino per il rientro. Scendendo incrociamo altri escursionisti arrancanti sull'arrivo in rifugio (sta volta in effetti siamo partiti in anticipo noi), ma giusto un cenno di saluto e proseguiamo il più velocemente possibile verso valle: anche se siamo riusciti a fare un bel giro (alla fine quasi 900m di dislivello), se evitavamo di bagnarci eravamo pure più contenti ...   :-)

Ad ogni modo ...

Dico sempre che sto prima a dire che sto prima a dire i posti dove sono stata che ad elencare tutti quelli che mi mancano (anche se, un passettino alla volta, sto cercando di provvedere) ... ed il Civetta - mea culpa - era uno dei tanti.
Ma ora, a pensarci bene, se civetta è stryx, allora credo proprio che questa montagna sia un bel posto da una Strega e che ci dovrò tornare ancora ... (come se non stessi già pensando alla vetta)


domenica 29 giugno 2014

Continuità


 
Un anno ormai ...
Tanto è passato da quando ho aperto stabilmente queste pagine ...

Prima di decidermi ci ho pensato ... ho fatto pure qualche tentativo ... ma poi sono dell'avviso che le cavolate sia meglio farle subito, senza pensarci troppo, prima di ravvedersi e cambiare idea. Ho vissuto per tanto (troppo!) tempo di cose non fatte e così, ad un certo punto, ho deciso di cominciare a farmi un po' meno paranoie e provare a cambiare o forse, a pensarci bene, a provare ad essere un po' più me stessa ... 

Non so ancora dare un vero senso a questo blog (serve?): è nato semplicemente come un'esigenza personale di mettere nero su bianco le mie sensazioni in un momento buio in cui avevo bisogno di riprendere le coordinate della mia vita.
Pensare che, sebbene abbia sempre preferito la parola scritta molto più della parola detta, da ragazzina non ho (quasi) mai tenuto un diario: odiavo (e tuttora, se ci ripenso) l'idea che qualcun'altra andasse a leggere cose che erano solo ed esclusivamente mie, per poi magari rinfacciarmele (e dai, a tredici anni chi non ha mai scritto idiozie?!).
D'altra parte in questa società aliena(ta), in cui i rapporti interpersonali sembrano ormai completamente compromessi, se non hai almeno un blog e una mezza dozzina di profili sui vari social sembra quasi che non esisti ... e quindi - ma sì dai - facciamoci sto blog!
Anche se cercavo un loco che servisse anzitutto a me, per metterci dentro un po' di tutto senza farmi troppi problemi (diversamente da quanto mi consento di fare su altre pagine), dove potermi sentire un po' più libera di esprimermi anche senza la necessità di dare un senso profondo a ciò che faccio-dico-penso  - in genere poco ma ben confuso, ma spero anche non solo "apro la bocca (pigio i tasti) e gli do aria" - e sicuramente senza sognarmi nemmeno di avere profondità di pensiero, elevazione d'animo ed intensità poetica di certi brani luminosi e potenti scritti in punta d'ala di farfalla ... alla fine ho scoperto che non mi dispiacerebbe neppure condividere idee ed emozioni con gli altri, regalare un'immagine o una sensazione ... 
Oppure dare una chiave in mano a chi ...   

Comunque quello che vorrei è soprattutto un luogo dove poter raccontar-mi (a me stessa), senza obbligo di mantenere ruoli precostituiti, senza le maschere dietro a cui tendo costantemente a volermi proteggere (confesso che sono recidiva) ... un luogo dove poter raccogliere i tanti pezzetti multicolore di me, così come vengono, e provare a dargli un minimo d'ordine ... un luogo dove inchiodare pubblicamente anche tutte le mie ombre oscure di piccola strega malefica e senza cuore, che non si risparmia di rendere la vita difficile agli altri.

E magari capirmi un po' di più. 

E magari anche diventare una persona un po' migliore ...



Jackson Pollock


venerdì 27 giugno 2014

Pensieri dolci


Il mio modo per riappacificarmi con il mondo a fine giornata (settimana) ...

 ... la ricetta originale l'ho presa qui, anche se poi ovviamente nelle mie mani è diventata un'altra cosa ...



... e finalmente anche il mio nasturzio è fiorito!


AmicAMarA


Se gli amici si vedono nel momento nel bisogno, allora no, ti prego, non considerarmi un'amica ... perché sarò capace di deluderti ...

No, niente scuse ...

martedì 24 giugno 2014

Al termine del sentiero


Sapere di trovare un rifugio ad accoglierti quando le ombre sono lunghe sul cammino ...

Una casa che profuma di legno, illuminata dal sole e scaldata dal fuoco ...
Una casa con una cucina. Una casa con un letto, da condividere ...


 





Continuo ad indugiare su una soglia che non forse non avrei dovuto varcare ...

Come può spettare ad una strega di abitare quelle stanze?

Eppure c'è qualcosa ...

mercoledì 18 giugno 2014

unthermosalgiornodicaffé

 
Sì, tuttoattaccato! 
Da buttare giù tutto d'un fiato come l'ultima tazzina di caffé a fine giornata, ormai imbevibile, indispensabile per "arrivare a sera".

No. Non mi basta ...

Mi ci vorrebbe un bonus di almeno 12 ore al giorno per riuscire a fare tutto quello che voglio (vorrei) e devo (tocca) fare.
A volte mi si affaccia l'idea che mi prenda un po' troppi impegni, ma sono solo istanti di dubbio, prontamente ricacciati indietro da ... il non avere nemmeno il tempo di pensarci! 
Ma tant'è ... ognuno ha le sue manie. Io (anche) quella di trovarmi cose da fare.
No no, non parlo mica di tagliarelasiepe-spolverarelalibreria-sgrassareilforno-riordinaregliarmadi e simili amenità casalinghe ... (sia chiaro che il mio ferro da stiro giace dimenticato nello sgabuzzino da gennaio) per quelle aspetto fiduciosa che prima o poi entrino gli zingari in casa e, mossi da pietà, mi diano una sistemata ... che tanto (prendete nota!) non c'è niente di remunerativo da portare via ...
Parlo sistemare e archiviare quel migliaio di file e foto che ho nel pc (santo uomo che mi hai regalato una memoria esterna sappi che prima o poi ce la farò ad aprire la scatola d'imballaggio) e altri simili lavoretti che procrastino da mesi (anni), poter cercare-inventare-preparare un po' di ricette in cucina (e poi risistemarla che non sembri che sia appena stata colpita da un tornado), leggere libri (non solo acquistarli compulsivamente), andare a mostre e magari anche scrivere e disegnare qualcosa di decente (vana speranza) e non ultimo andare in montagna (magari facendo finta di allenarmi e riuscire a perdere anche un po' di "zavorra") ...
Insomma, tutto quello che chiamo VIVERE.
Vivere veramente intendo, di ciò che si è, tralasciando lavoroinufficio-commissionidafare-puliziedomestiche e simili obbligi civili.

Ma, se "i sogni son desideri", i miei cassetti sono sempre straripanti di sogni e, con la testa dura che ho, prima o poi non escludo di riuscirci ... di realizzarli e di VIVERE a modo mio ...


lunedì 16 giugno 2014

Lady Marmoléd ("tacchi12" per la Regina di ghiaccio)


Siamo ormai a metà giugno, ma a parte pochi giorni di caldo torrido, ancora si stenta che sia veramente estate ... e ancor di più se si tira fuori dall'armadio l'abbigliamento invernale per andare in ghiacciaio.

La sveglia è stata all'alba, come si addice per le grandi occasioni, e lo zaino è al completo di tutto l'armamentario possibile: imbrago, casco, picozza e ramponi, ovvero i "12tacchi" ...   :-)
L'appuntamento oggi è con la Regina delle Dolomiti: la Marmolada.
 





Anche se poi di ghiaccio vero non ne abbiamo visto molto (praticamente ci siamo infilati nel primo avvallamento nevoso), è stato lo stesso piacevole passare la giornata con i ragazzi della scuola di alpinismo a provare cadute e arresti con ramponi e picozza, fare "groppi" e giocare a nascondino con pala-sonda-artva.

Ci si prepara ... in attesa di un vero giro su ghiacciaio ...

giovedì 12 giugno 2014

Profumo di ...


Sembrava non dovesse arrivare mai.

Ci ha imbrogliati, fino all'ultimo, poi invece anche quest'anno è arrivata ... l' E S T A T E !!!
Con l'immancabile esplosione dei fiori di tiglio, che spandono il loro ipnotico e dolcissimo profumo nelle serate che si allungano fresche ed amichevoli ...

Ricordi di fanali di biciclette lungo i viali, di studi notturni e birre con gli amici ...

mercoledì 11 giugno 2014

360°


L'insolita occasione di "circumscarpinare" un intero gruppo dolomitico (il più piccolo, è vero), uno scoglio roccioso nell'immenso mare primigenio, e poter scoprire i panorami tutto attorno a noi senza dover raggiungere una vetta, ripassando la topografia di gruppi ben più maestosi ...

Sella, giusto un assaggio ...
Marmoléda, mi manca (ancora per poco) ...
Catinaccio, il giardino delle rose, da tornare ...
Sciliar, tutto da scoprire ...
Odle, quanta acqua ...
Puez, da vedere ...

... e così via.

E' solo un gioco ma, quando tutto questo è cominciato, pensavo che difficilmente avrei mai imparato a riconoscere le cime da lontano, a saperle collocare (per quanto poco ancora) in una mia mappa mentale e, soprattutto, ad avere dei ricordi legati ad esse ...

Invece, un passo dopo l'altro, sto facendo anch'io la mia strada ...



SassoLuuungo!


Quando avere tempi lunghi di percorrenza significa avere più occasioni di scatto!   :-p

Paesaggi infiniti ...









... e piccoli gioielli dei prati ...







martedì 10 giugno 2014

67


No, dico ... 67 !!!

No, non sto ancora dando i numeri, tanto meno quelli da giocare ... 

Abbiamo battuto il record: 67 persone in una escursione!
Fa davvero piacere condividere la passione per la montagna e vedere così tanti partecipanti è segno che probabilmente stiamo facendo un buon lavoro di gruppo ... dà soddisfazione ... ma 67 tutti assieme diventa una processione !!!

E pensare che ormai ero abituata a giri in cui, a parte il nostro ridottissimo gruppetto, era ben difficile incontrare altri escursionisti.







Condividere la propria passione, mettersi a disposizione di chi vuole andare in montagna in sicurezza, ma in questo caso il confine che ci separa dal turistame modi e fuggi a tratti mi sembra fin troppo sottile.
E allora? Aprire la cerchia ed accettare chiunque, confidare nella selezione naturale oppure rinchiudersi in un gruppo elittario?