lunedì 7 dicembre 2015

BelVedere di Mezzodì


In effetti mi viene da pensare che il titolo di belvedere abbia un che di pretenzioso e troppo spesso di illudente ... Ma.

Salire nell'ombra, quasi la montagna voglia celare un segreto ...
Inerpicarsi tra i mughi assaporando a brevi momenti ciò che si percepisce ma non si vuol ancora svelare ...
E poi d'improvviso il sole! Come un dono inaspettato ti scende addosso a riscaldare le membra e l'anima, dolce come miele.













E il BelVedere?! 
Beh stavolta a ben dire ... un 270° e più sulle Dolomiti più famose ... e oltre!







Peccato che la scorpacciata di caldo e di cime duri poco e poi ci si rituffi nel freddo per cercare nuovi sogni e sentieri ...
Che poi si finisca per trovarsi in una valle immensa, squarciata da un'antica frana - che ancora impressiona ad immaginarla - e trovare solo il silenzio, così assoluto da lasciarti dentro una sensazione fisica - ma forse d'estate è diverso? - non ha importanza perché intanto i sogni sono già andati avanti  ...
O meglio, sono tornati indietro con noi, ma ora sappiamo che la prossima volta la selva degli Spiz ci attende lassù ...







Intanto in rifugio c'è ancora il tempo per rilassarsi e godersi un bel po' di sole caldo prima di rientrare tra le nebbie di valle!






Sora'l Sass ... gli Spiz di Mezzodì!




venerdì 4 dicembre 2015

-21


Tre settimane all'X-day ...

Spirito natalizio?! A parte qualche biscottino informe alla cannella? ... NO!
Direi proprio zero, nada, nisba, niente di niente ...

Suppongo che sarebbe possibile imputare tutta questa negatività - oltre che alla pessima situazione sociale-politica-economica-lavorativa-ecologica-etc. generale - anche alla scarsa illuminazione solare di questi giorni di fine d'anno astronomico che vanno ad influire sul ritmo circadiano con conseguente sfasamento ormonale ... E che insomma finiamo per essere tutti stanchi, depressi ed incazzati ...


C'è da aggiungere che poi, esattamente una settimana fa, il palazzo di fianco al mio è andato a fuoco ... 
"Spettacolo" notevole se non fosse che, dopo quasi cinque ore di idranti, motoseghe e coppi volanti, i pompieri hanno divelto quasi completamente il tetto ed ora le tre famiglie che abitavano il palazzo - tutte affacciate verso il mio lato - hanno dovuto traslocare in attesa di rendere gli appartamenti di nuovo abitabili.
Adesso ad aprire le finestre e vedere il palazzo vuoto in queste sere umide fa ancora più malinconia: la sensazione di abbandono è forte. E ben diversa da quella che può dare l'assenza temporanea durante il giorno o gli scuri già chiusi per la notte ...
Penso alla famigliola con la bimba piccola del primo piano, giusto di fronte al mio appartamento, che già erano pronti con i decori alle finestre ...




Dunque dicevamo?
Ah sì, tre settimane ... E poi si va avanti. Più o meno come sempre.

giovedì 3 dicembre 2015

AntandeR


Tra levar del sole impressionisti e tramonti alla Rotchko, ultimamente le marmotte fanno fatica ad uscire dalle coperte ... ma solo perché stanno sognando domeniche di sole e di neve! 

E magari anche se poi si parte (mooolto) in ritardo, si può scoprire che i luoghi da sogno esistono davvero - poco lontano da casa - e che le giornate, anche se corte, possono durare abbastanza per fare ancora "qualcosa" ...

Uscire dal mondo - "civile" ... ?!  - e trovarsi a percorrere valloni solitari dove l'unico rumore è lo stridere delle punte dei bastoncini sulla crosta di neve (e le mie mute imprecazioni per esser finita l'ennesima volta in qualche buco) ... direi che è il modo migliore per tornare alla semplicità e riprendere un po' la giusta prospettiva!




















 
Attraversare luoghi nuovi. Attraversare luoghi conosciuti ma sempre diversi. Immaginarsi ad attraversare gli stessi luoghi in stagioni diverse ...
E lasciar correre avanti i propri sogni ad occhi aperti così, semplicemente, fino a farsi raggiungere dal sole al tramonto ...

Bivacco Toffolon - Cimon da Piai/Antander


martedì 24 novembre 2015

FaReMo ...


C'è sempre chi dice faremo, fa remo, fa-remo ...
Sarà ... ma io questo Remo devo ancora conoscerlo!
E chissà perché poi mi ritrovo sempre mille cose da coordinare, scrivere, verificare, selezionare, scaricare, rinominare, calcolare, correggere, inviare per tutti ... per poi arrivare con quello che devo fare io regolarmente all'ultimo minuto (e magari sentirmi pure dire che sono in ritardo).
GRUNFFF!!! 

Che se poi in giro dovete copiare paro paro quello che ho scritto io, almeno fatemi il favore di correggere gli errori di battitura. Santapiccozza!



Ad ogni modo, una domenica - anche se soleggiata, anche se appena innevata - da marmotte ci voleva per recuperare un po' di sonno.
Devo ammettere però che camminare in pianura mi fa uno strano effetto ... 


mercoledì 18 novembre 2015

Mula?!


Io che mi sono abituata ai suoni taglienti del friulano, a sentire i triestini - giuliani - faccio un po' fatica ad orientarmi ... Se poi ad una parlata che sembra sempre che rida, si uniscono suoni teutonici, slavi ed orientali, davvero non capisco più nulla!
D'altra parte siamo in un luogo di confine ...

A parte l'approccio linguistico non proprio immediato, Trieste ha un fascino esotico mitteleuropeo, nel senso che dà la sensazione di trovarsi tra i palazzi entro il Ring di Vienna, solo che affacciati sul mare ...
Il clima che si respira in città è rilassato ma allo stesso culturalmente vivace, probabilmente dovuto anche alla multienticità degli abitanti.
D'altra parte siamo in un luogo di incontro ... 










Dopo il veloce assaggio - in tutti i sensi! - di questo fine settimana, direi che val bene ritornare per (ri)scoprire anche il resto della città.