martedì 14 febbraio 2017

BianCansiglio


La neve quest'anno ci ha a mala pena graziato della sua presenza.
O meglio, in quota ne è anche venuta, ma a quanto pare tempi e luoghi non si accordano proprio con il nostro programma.

Certo, almeno la bassa pressione ce la saremmo evitata volentieri, che anche se ci ha evitato le solite temperature artiche della Piana, ma allo stesso tempo ha alzato una gran umidità che è andata a formare una fitta cappa di nuvolaglia che ci ha coperto completamente il cielo.
Anche se personalmente - impermeabilità degli scarponi permettendo - non mi dispiaceva l'effetto tundra al disgelo, più di qualcuno è partito con il ritmo "presto che è tardi" per andare a cena (che poi si debba fare il giro dell'oca perché troppo in anticipo è un altro discorso) ...














 


Purtroppo, anche con l'abbassarsi (?) della temperatura della notte, anche al rientro le nubi ci hanno continuato a nascondere la luna, negandoci così la magia della sua candida luce ... però non mi è dispiaciuto nemmeno l'effetto delle lucine delle frontali ondeggianti nel bosco. 
Sembrava quasi un film di fantascienza anni '80!




Durante ...


Beh, anche se non si festeggia, fa piacere vedere che anche in ufficio (r)esiste qualcuno che ha ancora qualche gentilezza vecchio stile ...


... e buon San Valentino!
(alla faccia che sono allergica a cacao e nocciole)

martedì 7 febbraio 2017

Regalo


E poi all'improvviso la bassa pressione ...
Dopo esserci abituati ai cieli azzurri degli ultimi mesi, nel giro di neanche ventiquattro ore, in pianura, ci siamo ritrovati affondati in una bella nebbia densa e umida, fortunatamente (?) lavata via dalla pioggia già dopo un paio di giorni. Alla faccia del "non esiste più la mezza stagione"!

E noi io, allora, lì a sbirciare ogni momento possibile bollettini meteo e webcam ...
Sì perché dopo la ricognizione, c'è da pensare all'uscita con il Gruppo. E margine per l'improvisazione qui non ce n'è molto.
Nel frattempo però, l'arrivo, ormai quasi insperato, della neve - e con lei il desiderio di riuscire a togliere le ragnatele dalle ciaspe - ci aveva messo subito addosso una certa frenesia (arrivando persino ad ipotizzare un cambio programma), ma poi, risaviti dall'euforia del primo momento e fatte le debite valutazioni sulla neve che avremmo potuto trovare, alla fine ci siamo rassegnati ad un'escursione "leggera", lasciando anche stavolta le ciaspe a casa.

Così, partiti nel grigio mattino dell'Altipiano, pestando con entusiasmo la poca neve fresca, siamo saliti di buona lena fino al Forte Interrotto, dove un timido sole ci ha accolto e poi confortato durante la visita dei ruderi.









Ripartiti nel bosco, mentre il cielo si faceva sempre più lattiginoso, abbiamo raggiunto la selletta alle pendici del Mosciagh mentre i primi fiocchi di neve cominciavano a cadere.
Scesi in breve alle radure, sono poi riuscita ad approfittare del momento di pausa - mentre tutti, come animali selvatici, si mettevano al riparo sotto alle chiome degli alberi - per allontanarmi dal Gruppo e concedermi una veloce visita ai cimiteri, completamente trasformati nella loro solitudine dalla neve.







Restituita la pace del silenzio ai boschi, abbiamo proseguito nel nostro itinerario, mentre l'incertezza del primo momento per il cambiamento meteo si trasformava velocemente in un grande entusiasmo.
E non solo nei ragazzini!
Ed in effetti trovare una finestra di cielo tra le punte degli alberi per starsene col naso all'insù ad osservare i fiocchi cadere è stata una vera gioia ... mi sono sorpresa ad essere felice come una bambina che riceve insieme i regali di Natale, Pasqua e compleanno!
Peccato aver potuto godere di questo momento solo per qualche istante ... in fondo avevo sempre un Gruppo da dover guidare lungo il rientro!









Una delle cose che mi piacciono di più della Montagna, così come in generale dello stare all'aria aperta - diciamo pure nella Natura, senza voler esser bucolica - è che ogni volta è diverso.
Cambia meteo, cambia stagione, cambia paesaggio. Cambiamo noi e le nostre sensazioni, le nostre emozioni ...
Anche a voler rifare lo stesso percorso infinite volte, ogni volta è un dono nuovo.



giovedì 2 febbraio 2017

Silenzio



A volte ho la netta sensazione che il mondo stia proprio andando al contrario ...
No, peggio: che stia andando sempre più velocemente, ma nella direzione sbagliata!
E non penso nemmeno di essere una persona negativa ma, anche a non voler credere che il quadro sia così nero come ce lo vogliono far vedere, a volte anche le migliori speranze sembrano venir meno ...

Conosco un buon numero di sentenze sull'inutilità della Storia.
Io stessa ne sono un esempio lampante: anni ed anni sui libri a studiarla per poi fare una faccia da "BH" quando qualcuno mi chiede una data o un nome.
Forse sarà perché ho sempre preferito le minuscole storie di cui posso percepire ancora le tracce alla maiuscola libraria.
Questo mi fa pensare che solo facendo esperienza di altri tempi, di altri luoghi ... di altri uomini ... si riesca a comprendere - non tanto la Storia - ma la vita che è stata prima di noi e forse, chissà, a migliorare il futuro.
No, decisamente, spesso temo proprio di essere un'inguaribile ottimista.


Come per la neve, vuoi per una ragione vuoi per l'altra, questo inverno pare che anche come responsabili di Gruppo si sia in periodo di magra. Così, dei "soliti" a fare le ricognizioni, siamo rimasti davvero in pochi.

Nonostante in questi ultimi anni le escursioni in zona non siano mancate, solo ora sto cominciando a farmi una mia mappa mentale dell'Altipiano di Asiago. E la logistica è ancora in fase di studio.
Che, ad esempio, se la buona escursione si vede dal mattino - specie con il Gruppo - allora bisogna saper trovare anche il posto giusto dove far colazione ...  :-D

Raggiunto il Monte Rasta, già in vista del Forte Interrotto, ci siamo subito incamminati verso la costruzione che, se non fosse per una sovrabbondanza di feritoie, potrebbe benissimo sembrare una struttura tardo medievale.
All'interno, attorno alla corte squadrata - spazio vuoto pieno d'echi - un labirinto di laterizi moltiplicato dalla dalle ombre nette e dalla luce dura del mezzogiorno. L'atmosfera è sospesa e non mi sarei sorpresa di incontrare da un momento all'altro il tenente Drogo.
Peccato che qui siano arrivati ben altro che i Tartari ...




 







Visitata la "fortezza", abbiamo poi proseguito risalendo la tranquilla strada forestale nel bosco, chiacchierando e godendoci la luce dorata tra i rami degli abeti ed il bel verde brillante del muschio.
Raggiunta, con una breve deviazione, la sommità del Monte Mosciagh, dove ancora si riescono ad intuire sul terreno l'intrico delle trincee e le tracce delle esplosioni, abbiamo poi continuato scendendo fino ad una piccola radura.
Qui un primo cippo a ricordo dei soldati della Brigata Catanzaro che, seppur per poche ore, riuscirono a riconquistare terreno sull'implacabile offensiva degli austroungarici nella Primavera del 1916.

Appena più avanti, in un altro spazio aperto e soleggiato, alcune lapidi di Ammonitico rosso e, poco oltre lungo il sentiero, le croci ordinate di un secondo cimitero, nella mezz'ombra fredda di una vallecola silente.
Effimeri ricami di brina sulla ruvida trama del corten velavano di tristezza le croci come lacrime raggelate.








Ripreso il nostro tragitto, considerato il nostro netto anticipo sulle tempistiche previste, ad un bivio abbiamo deciso di fare una deviazione per risalire a visitare il terzo cimitero del Mosciagh. Come nei due precedenti cimiteri, qui riposano giovani delle truppe imperiali.
Ed anche qui siamo stati accolti da una radura silenziosa, appena rischiarata dal sole.
Oltre alle nostre, sulla neve si leggevano solo rade tracce di animali e le croci sembravano schierate, riunite quasi a darsi conforto, in attesa di ricevere chissà quale ordine ancora ...
Ma la sensazione di quiete era intensa, che quasi si aveva il timore che la nostra presenza potesse disturbare.



La cosa bella delle ricognizioni è che ci si può prendere anche qualche deroga dal programma.
Fosse stato per me sarei arrivata volentieri anche fino al Zebio - dall'altra parte del fronte - a ritrovare le croci della Brigata Sassari, per cui il Billy aveva commosso tutti suonando il Silenzio con la sua armonica ...

Ma, a quanto pare, purtroppo non tutti apprezziamo questo genere di deviazioni.
Così, ritornati sulla nostra comoda forestale, siamo poi rientrati fino al Forte e da qui, senza perdere altro tempo (!), all'auto.

  


Verso est, nella prospettiva schiacciata dalla foschia, oltre il Fior, il Grappa appariva incredibilmente vicino.

Nella piana invece, il Sacrario del Leiten segna sempre un punto fisso sull'orizzonte di Asiago. Frammenti di vite spezzate raccolte qua e là ...


Meno male che per riconciliare gli animi si può sempre andare a comprare del buon formaggio!