mercoledì 4 febbraio 2015

Day and Night #2 - Mon cher Monet ...



Non c'è dubbio che con il suo aspetto di blocco squadrato e massiccio sia un'icona irresistibile.
E se guardo nel mio archivio trovo che l'ho fotografato in almeno un centinaio di situazioni diverse.




Un po' come la mia cattedrale di Rouen ...     ;-)


martedì 3 febbraio 2015

Day and Night


Giornata e – complice la luna quasi piena – nottata con le ciaspe ai piedi davvero intensa.
Intensa e  dannatamente fredda.

Sabato mattina, ore 8:00 (salvo qualche ritardatario recidivo), siamo partiti in cinque - in anticipo sul resto del gruppo - verso Passo Staulanza con l’obbiettivo di sfrutare a pieno la splendida giornata di sole e la neve appena caduta, ma anche di bruciare qualche caloria in anticipo sulla serata …
Lasciata le auto all’ombra dei -10 nel parcheggio del Città di Fiume, siamo saliti passando sulla neve ancora intonsa nel bosco, poi, sbucati sulla strada appena sotto il rifugio, siamo usciti al sole, che finalmente ha cominciato a scaldarci e ci ha dato la sferzata d’energia necessaria per proseguire fino a forcella Roan. Qui ci siamo goduti un panorama a 360° a dir poco grandioso (Pelmo, Civetta, Pale, Marmolada, Lastoni di Formin, Croda del Lago, Sorapis, Antelao ... tanto per dirne alcune) e ci siamo divertiti a farci foto in tutte le pose possibili, prima di cominciare a congelare e decidere di rimetterci in movimento.
Alla fine abbiamo raggiunto il rilievo appena accennato del colle Roan, a pochi metri dalla forcella, dove ci siamo concessi un veloce spuntino in compagnia prima di rientrare.













Ma questo è stato solo un breve giro di riscaldamento, visto che alle 16:00 avevamo appuntamento a Passo Staulanza con gli oltre 70 partecipanti alla ormai consueta ciaspolata notturna sezionale.
In buona parte gente mai vista e che difficilmente si rivedrà (o che non si vorrebbe rivedere) in montagna, ma anche molti amici con cui si sono condivise già parecchie avventure. Come si dice ... tutti assieme appassionatamente per una “passeggiata” al chiaro di luna con ricca cena in rifugio.


Abbiamo cominciato a pestar neve che gli ultimi raggi di sole verso il Civetta cominciavano a colorare il cielo, mentre alle nostre spalle il Pelmetto si era già ornato di una ancor più civettuola luna sulle ventitré. Poi, tra le prime pallide ombre misteriose e le luci surreali dei cannoni sparaneve e degli enormi gatti sulle piste da sci, siamo saliti in fila silenziosi verso il rifugio.
L’impegno mattutino, con il dispendio di energie dovute in gran parte al freddo, salendo si è fatto sentire parecchio: all’ultima e più ripida rampa sulle pista ormai ero senza forze e con i profumi che già arrivavano dalle cucine mi mancava poco ad avere le allucinazioni!
Un po' alla spicciolata, verso le 19:00, siamo arrivati in rifugio, così abbiamo finalmente potuto sederci al caldo nel ristorante, con l’unica preoccupazione di riuscire a finire tutto quello che ci veniva servito, mentre vino, chiacchiere e risate scorrevano abbondanti. Poi, una volta finita la cena e sistemati i conti, ci siamo bardati di nuovo contro il freddo e siamo scesi tranquillamente al Passo, tutti contenti e pieni di cibo.








Sebbene ne mancasse ancora uno spicchietto, la luna era davvero spettacolare e la sua luce bianca riflessa dalla neve candida rendeva del tutto inutile la pila. Il freddo poi amplificava e rendeva nitida ogni cosa ... sarebbe bastato allungare una mano per toccare le stelle!
Se solo ci fosse stata meno gente sarebbe stato di un romantico commovente ...
Qua e là, improvvisando i bastonicini come cavalletto mi sono concessa ancora qualche scatto stellare prima di arrivare alle auto, giusti giusti per la mezzanotte.




Ormai non sapevo più se ero più piena, infreddolita o stanca ... ma di sicuro soddisfatta!

Col dei Baldi #2


... e per continuare a sognare ...

lunedì 26 gennaio 2015

Stelle ... luna e sole


Con la testa dura che ho (un po' meno le dita dei piedi) non potevo non ostinarmi ad andare in montagna anche vedendo le stelle praticamente ad ogni passo ...




















Luna&Sole al Rifugio Vazzoler

mercoledì 21 gennaio 2015

Buona la prima! (ma anche la seconda)


Finalmente abbiamo fatto la prima ciaspolata della stagione!
Certo, anche all'aggiornamento ARTVA avevamo le ciaspe ai piedi, ma direi che non conta proprio come escursione ...

Grazie ad una fugace perturbazione di sabato notte finalmente abbiamo avuto abbastanza neve che valesse la pena di andare a pestare.
Quasi nello stesso momento in cui scendeva la neve correva frenetico il nostro tamtam per organizzare l'uscita.
E nonostante ciò alla domenica mattina ci siamo ritrovati che il numero di partecipanti (dopo la telefonata delle 07:05 direi che con la Comare ormai c'è un vero e proprio caso di telepatia) e la destinazione erano ancora da definire, ma alla fine l'ho spuntata con lo Spiz de Zuel e così siamo partiti ...

Recuperati un po' di escursionisti per strada e fatta colazione con molta calma, al nostro arrivo all'attacco del sentiero, lo Spiz da una parte e il San Sebastiano dall'altra sembravano anche prometter bel tempo, invece quelle che convincevano meno erano le nuvole scure sulla Moiazza, il cui nome - abbiamo imparato bene sulla nostra pelle - è tutto un programma.
Sullo Spiz de Zuel (o Agnelessa) ero già stata qualche anno fa, verso la fine della mia prima stagione invernale, e la ricordavo come un'uscita tranquilla e piacevole anche se, quella volta la giornata era stata parecchio nuvolosa ed il panorama visibile dalla vetta minimo, così, viste le previsioni di questo fine settimana, contavo vivamente di potermi rifare ...
Salendo la stradina nel bosco fino alla Casera della Grava siamo invece passati allegramente da sole caldo a nevischio più volte, mentre durante il secondo tratto di sentiero le nuvole in movimento - accompagnate da vento freddo ed una leggera nevicata - hanno dominato il panorama.


Sebbene il meteo non fosse dei migliori la salita è stata comunque piacevolmente faticosa, un po' perché mi ero ben caricata lo zaino con pala, sonda e ramponcini per allenarmi, un po' perché abbiamo incrociato un gruppetto da Belluno con cui avevamo già avuto qualche scambio di battute quest'estate in rifugio sul Latemar, ma soprattutto perché la traccia fresca (eravamo forse il quarto o quinto - e sicuramente ultimo - gruppo della giornata) su della neve pesante e poco trasformata che faceva sprofondare ancora qualche bel centrimetro ... e alla fine devo ammettere che sono stata contenta della sosta per il pranzo a pochi metri sotto la sottile cresta della cima!






Una volta ristorati, pena il congelamento, ci siamo messi subito in moto per la "conquista della vetta", che ci ha regalato dorate visioni fugaci verso gli Spiz di Mezzodì e il Passo Duran, mentre il Pelmo di fronte e la Val Zoldana sotto di noi lasciavano a mala appena intuire la loro presenza.

Tra l'altro ho scoperto che il cimozzo nella direzione opposta rispetto alla forcella - ornato da alberi ed una centralina elettrica - che avevamo raggiunto la volta precedente, sebbene più alto di un paio di metri, non era nemmeno la vera cima dello Spiz!




Dopo qualche foto di rito siamo scesi velocemente, tagliando i tornanti con un po' di "freeride", affondando goduriosamente fino al ginocchio nella neve soffice mentre il cielo sembrava volersi schiarire.Ed infatti all'ennesima svolta nel bosco ci si è aperto d'un tratto il sommo spettacolo delle creste del Civetta e subito dopo del Pelmo che si liberava man mano dalle nubi e risplendeva solenne al sole.











Con questo splendore negli occhi e nel cuore, rilassati dalla giornata appena trascorsa, siamo rientrati chiaccherando allegramente verso valle, giusto in tempo per goderci le luci del tramonto.



E la prossima volta speriamo nel bel tempo dall'inizio alla fine!