martedì 21 luglio 2015

Rifugiati


In fuga dal caldo-umido opprimente della pianura, si sale in quota cercando un attimo di respiro, di un refolo di frescura che non sia l'aria condizionata ...

Anche se in questo fine settimana possiamo solo far finta di essere già tutti in ferie e concederci i nostri tempi per una chiaccherata attorno al tavolo di un bar oppure lungo un sentiero all'ombra del bosco.
Gli alti ranghi richiamano al dovere e qualcuno deve necessariamente rispondere ...






Ma poi rimane ancora spazio, tra le pieghe di un giorno che va ed un altro che inizia, per andare a scoprire mondi nuovi, scavalcando forcelle come ombre che lasciano solo l'eco di risate e di sogni ...


 

 


Oppure rubare un po' di tempo solo per sé stessi, lontano da tutti, per poter ascoltare in silenzio il respiro di un nuovo giorno e stupirsi di fronte ad una così semplice immensità ...





 



L'importante poi, nonostante tutto l'andirivieni di cose da fare e di gente da seguire, è cercare di prederla con leggerezza e divertirsi.
D'altra parte  è  una festa ...

mercoledì 15 luglio 2015

Ferme!


La maledizione colpisce ancora ...
E ufficialmente non era neppure previsto. Ma. A quanto pare basta semplicemente mettersi a capo di una fila che il fato avverso si manifesta. Dato che non potrei definire diversamente il fatto di ritrovarmi con entrambe le batterie della macchina fotografica scariche a metà uscita.

E ovviamente non c'era nulla di bello da fotografare poi. No ...

Torri vertiginose e altipiani lunari che non possono che evocare sogni fantastici, incredibili saghe e combattimenti a fil di cielo ...
Nel tempo geologico siamo solo un sospiro - appena sufficiente per riempirsi gli occhi di tanta bellezza - eppure - in  questo regno di friabile dolomia in cui, ad ogni passo inadeguato tutto si muove - prima o poi anche queste magnifiche rocce si sgretoleranno fino a scomparire.

L'importante è che continuino a restare dove sono per il tempo sufficiente affinché possa tornare a fotografarle ...   :-)










 

 





Attraverso il Lagazuoi - Fanes




mercoledì 8 luglio 2015

Lezioni serali


Da brava Strega amo le tenebre ...
La notte trasforma i luoghi e, con i suoi silenzi rassicuranti, crea incanti che la luce del sole non conosce.

Mi piace lasciarmi cullare dalle avvolgenti ombre notturne, specie in quelle quiete e profumate dell'estate.
Anche quando ormai non sto più in piedi, ubriaca di sonno, per me sembra non arrivare mai il momento di andare a dormire (salvo poi crollare ancora prima di toccare il cuscino) ...

E poi la notte è da sempre stata compagna dei miei studi ... anche quando non sono programmati!









Serrai di Sottoguda by night


martedì 7 luglio 2015

Lavori in Corso #3 - Marmolada


Se ne sta lassù, l'impassibile Regina dal cuore di ghiaccio e, quando meno te lo aspetti, continua ad allungare la sua ombra di tristezza ...


L'importante è non lasciarsi prendere e cercare di ridere al sole, di godersi i prati profumati di mille colori diversi e lasciar portare via i pensieri dal vento che corre lungo le creste ...




 










 



Passo di Col Becher




mercoledì 1 luglio 2015

Hill


Come una piccola isola bruciata che sorge nel bel mezzo di un pallido bacino dolomitico.
E, attraverso le ere geologiche, il destino di fuoco di questo colle si è ripetuto: non più potenti vulcani primordiali che hanno formato il sedimento che, dopo gli stravolgimenti avvenuti in qualche milione d'anni, hanno generato questo colle, bensì piccoli esseri mortali che, con i loro crateri artificiali, ne hanno violentemente squarciato i profili ...

I ripidi prati verdi si alternano a pareti scure, tagliate a spigolo tra roccia e cielo, che - mentre la vista va perdendosi in lontananza tra magnifiche vette illuminate da un sole caleidoscopico - danno l'impressione di trovarsi in un luogo distante da tutte preoccupazioni del mondo.
E invece. Questo suolo è intriso di sangue e lacrime e guardando verso il colle non possono non sovrapporsi migliaia di altre grigie immagini d'epoca ...

I sorrisi, le chiacchere, la gioia del momento celano in fondo alla gola una fitta fredda di acciaio pensando a quanti sono stati costretti a lottare per questi pochi metri di terra.