lunedì 14 aprile 2014

Aprile


Aprile per me rappresenta le mille tonalità di verde della natura: i prati d'erba fresca punteggiati da infinite corolle, gli alberi che in una paio di mezze giornate di sole esplodono di foglie nuove ... ovunque si guardi non si può fare a meno di notare questa tonalità dominante ... ovunque questo verde umido e fecondo, nella stagione in cui (ri)nasce la vita.


Ormai saturi della neve e dell'inverno, è tempo di rigenerarsi camminando nei boschi a bassa quota, rempiendosi gli occhi di nuovi colori e di nuovi odori ... che il verde di aprile profuma come nessun altro!


... attraversare una valletta boscosa tutta tappezzata di aglio orsino ...

  


 
  
... seguire il rumore del torrente che corre veloce tra cascate, salti e pozze verde acqua nelle gole e poi giù in fondo alla vallata  ...




... fare incontri inaspettati ...





... sulla strada per il VII ... 




 




mercoledì 9 aprile 2014

Anche ... ?!



Le idee fisse sono come i crampi ai piedi: il miglior rimedio è il camminarci sopra. 
 S. Kierkegaard


... anche quando si hanno i crampi all'anima ... ?!

martedì 8 aprile 2014

Brava


Fare per accontentare gli altri o fare per soddisfazione personale ...?

Nonostante in genere non abbia bisogno di trovare un perché del fare determinate cose, ammetto che, quando devo impegnarmi oltre al mio (solito) livello minimo di sufficienza, pensare alle persone che ho accanto - a cui voglio bene o che comunque stimo - spesso mi è molto di aiuto.
Diciamo che è un mio modo astruso per renderli orgogliosi di me, anche se poi loro, di tutta questa mia paranoia, sono completamente all'oscuro ...

Sarà scarsa autostima (ZER0!) o necessità di riconoscimento, ma ho sempre avuto una forte dipendenza dell'altrui approvazione (chiamarla carenza d'affetto non mi piace), tanto da imparare a "fare la brava", ad indossare una maschera di mitezza e modestia a seconda delle necessità.

Ma ho imparato che giocare con maschere ha i suoi rischi, e soprattutto ho capito che voler compiacere gli altri non sempre ne vale la pena ... anche se confesso che mi è rimasta addosso un po' di falsa modestia ... 
O forse è solo il mio non voler mostrare il mio desiderio famelico di complimenti, anche se questo desiderio è stato spesso disatteso proprio nei momenti in cui più mi sarebbe piaciuto anche solo condividere il raggiungimento di un traguardo ottenuto con il dovuto impegno ...

Ma ho imparato a prendermi le mie soddisfazioni da sola, per me stessa ...






Ma a volte non mi basta lo stesso ...

martedì 1 aprile 2014

... carta&bussola ...


Perdersi nonostante tutto ...

... andare avanti sperando di (ri)trovarsi o tornare sui propri passi per orientarsi ???
... oppure seguire l'istinto ...
... portando i propri passi su terreni che ancora non si conoscono ed ascoltare le sensazioni che come sottili ragnatele fanno vibrare l'anima in un volo notturno di falene ...

Gacceman

lunedì 24 marzo 2014

A/R


by Mad Goat

Niente come tornare in un luogo rimasto immutato ci fa scoprire quanto siamo cambiati. 
Nelson Mandela


mercoledì 19 marzo 2014

Paesaggio solare


Non ero mai stata prima ai Piani Eterni.

Finora avevo visto solo alcune foto nelle varie stagioni, ed effettivamente le immagini con la neve davano l'idea di un paesaggio lunare ...

Poi finalmente è arrivato anche il mio momento.
Forse per colpa di tutta la pioggia di questo inverno, ma arrivarci è stato come immergersi in un bagno di luce, in un immenso catino bianco ricolmo di sole ...
Uno specchio ustorio di proporzioni smisurate che ha bruciato l'inverno con la sua stessa arma ...





lunedì 17 marzo 2014

Ciao ...

 

Un paio di mesi fa - era il 17 gennaio - ricordo di aver pensato "la prossima volta mi fermo a salutarlo con calma" ...
Era una serata in cui Marco aveva preso una sala gremita di appassionati di montagna e - sull'onda di una passione grande come la vita - li aveva trasportati con incredibile entusiasmo su e giù per le montagne, in avventure al limite del possibile.
Con semplicità chiara e luminosa come i suoi occhi, Marco aveva raccontato la sua voglia di vivere la montagna e soprattutto di viverla a modo suo, ascoltandosi e "sentendo" il momento giusto per affrontare le sue avventure, senza forzature, senza l'ostinazione di vincere una sfida a tutti i costi, ma comunque con la tenacia di non arrendersi nonostante le difficoltà e le rinunce, nonostate gli incidenti, nonostante la vita.

Marco era un sognatore, e lo si capiva subito a pelle. Bastava una sua stretta di mano - forte - e un suo sguardo sorridente per sentirlo già amico.
Era successo così quest'estate, a casa sua sulle Grigne, quando c'eravamo fermati a chiacchierare assieme ai Piani Resinelli, di montagna ma non solo, come se ci si conoscesse da parecchio, anche con chi ci si era appena presentati. E poi la mattina dopo, mentre lui faceva un veloce giretto mattutino, e ci si era gridati dei saluti mentre lui correva giù per le guglie come un animale selvatico.

Confesso che, prima di incontrarlo di persona, per me Marco Anghilleri era solo un nome, famoso, ma dai lineamenti vaghi.
Invece, a gennaio dopo la serata, quasi mi sono sentita in colpa ad andarmene dalla sala strapiena senza fermarmi a salutarlo, come se, tra tutte le persone che si accalcavano attorno a lui, si fosse potuto accorgere della mia assenza. Ma ho pensato che una in più, di cui chissà se aveva il ricordo, non avrebbe fatto altro che obbligarlo a restare in quella calca ancor di più, così ho preferito lanciare un saluto nella sua direzione ed andarmene.
Tanto - pensavo - di occasioni per parlare con più calma ce ne sarebbero state ancora ...

E invece no. Marco è stato recuperato oggi sul Monte Bianco. 
Dall'inizio della settimana scorsa stava tentando in solitaria la prima salita invernale della via Jori Bardill sul pilone centrale del Freney, ma le sue tracce si erano perse già venerdì. Poi solo attesa, dubbi, paure, finché sabato sono iniziate le ricerche e ieri è stato individuato il suo corpo.

Lì per lì pensavo di aver letto male la notizia. Ho dovuto rileggere tre volte l'articolo ed andare in cerca nel web di varie conferme, prima di volerci credere.
Volevo dire "no, non è possibile, io lo conosco, non può essergli successo niente" ... E invece no.


Alle volte ci penso.
Penso a come sarebbe se succedesse a me o ai miei amici o alla persona che amo.
Il rischio oggettivo in montagna c'è sempre, e lo si accetta, fa parte del gioco, e a volte lo dico "se muoio adesso va bene, ma lasciatemi qui" ... 
Forse, come in questo caso, sapere di essersene andati facendo qualcosa che piaceva, qualcosa che faceva sentir vivi, per me può essere una consolazione. Ma forse, a pensarla così, è più facile andarsene che restare ... 

lunedì 3 marzo 2014